Prànâ-Ciò che va ovunque

Breve introduzione #3

 e I Principi energetici del corpo-sottile i Vāyu

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Che cos’è il Prànâ?

Prànâ è una parola sanscrita che significa Ciò che è presente ovunque (Pra=ovunque, an=andare) è più comunemente tradotto come forza-vitale.

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Qual è l’origine del Prànâ? 

Ci sono diverse scuole di pensiero sull’origine e la natura del Prànâ. Da alcune Tradizioni  è visto come un prodotto del mondo materiale, fisico e da altri come un prodotto del mondo spirituale. Alcuni dicono che permea tutte le cose, altri che è qualcosa di diverso da questo.

Nella tradizione del Vedānta, dell”Induismo e dello Yoga si dice che il Prànâ sia l’espressione dell’Atman (Principio coscienziale/Origine primordiale/Mistero) che ha creato il Purusha (spirito) e Prakrti (la materia visibile – il corpo fisico Annamaya-Kośa) quando vi è l’unione-sottile di Purusha e Prakriti (spirito e corpo) allora si manifesta Prànâ, di conseguenza si suppone che la fonte di Prànâ è dal Purusha e il modo in cui si esprime Prànâ.è dovuto alla Prakriti ma NON viene dalla Prakrhti. In questa visione è la forza che:

  • Sostiene l’universo e la vita dell’intero universo
  • ci mantiene in vita come individui (perdere il Prànâ significa perdere la vita)
  • ci mantiene all’interno del corpo
  • è ovunque vi sia coscienza vi è Prànâ

questi sono i motivi per cui è detto che dovremmo avere risonanza del movimento del Prànâ  attraverso tutti i canali (Nādi) nel corpo. I nostri sensi, la nostra mente il nostro corpo attraverso il Prànâ sono il veicolo per metterci in relazione con l’Atman. Durante l’inspiro il corpo (Annamaya-Kośa) riceve informazioni dal Principio-coscienziale che penetra nel corpo e durante l’espiro le informazioni sono nuovamente inviate al Principio-coscienziale.

Del Prànâ si dice che : 

  • NON è immateriale,
  • NON è visibile ma NON è del tutto imponderabile
  • NON è l’aria ma aiuta a respirare
  • E’dinamico

Come funziona Prànâ? 

Prànâ ha una relazione intima con la mente perché il Purusha vede solo attraverso la mente, così Prànâ, respiro e mente sono correlati.

Per accogliere il Prànâ nel corpo (Annamaya-Kośa) si deve coinvolgere la mente  perché ciò che influenza la mente influisce sul flusso di Prànâ. Per questo è importante utilizzare l’attenzione durante la pratica delle âsana, agendo dapprima su di un livello più periferico sciogliendo le contrazioni muscolari e successivamente più andando in profondità ripulendo le Nādi dai blocchi delle tensioni successivamente passando al Prànâyâmasi continua questa azione ma si andrà ad agire su piani ancora più sottili.

Si tratta di un lavoro molto semplice e solo quando si saprà apprezzarne la semplicità è possibile fare un salto di consapevolezza comprendendo cosa comporti la pratica per esempio della respirazione a narici alternate (narice destra e sinistra) solo a questo livello ci si renderà conto dell’importanza di questi mezzi come mezzi idonei (Upaya) come: strumenti-dell’energia-pranica per poter inoltrarsi nella conoscenza di noi stessi attraverso la meditazione profonda.

I Vāyu – i Principi-energetici del corpo sottile (i venti-interni)

Vāyu è il vento, l’aria, il Dio dei venti. Egli sarebbe nato dal respiro di Purusha  è da qui che viene poi collegato, successivamente, al Prànâ. Nel corso dei secoli questi termini sono stati spesso sovrapposti. Inizialmente prana era ciò che distingueva l’inanimato dall’animato. La suddivisione nei cinque respiri principali (vedi Agni-Purana) e successivamente  nei 5 secondari… secondo la mia opinione tutto ciò che viene raccontato è raccontato solo per descrivere qualcosa che possa trasformare chi ascolta Risalire agli archetipi’ ha solo questo scopo.

L’anatomia dello Yoga  afferma che la longevità, la forza del corpo e la concentrazione della mente sono il risultato di un regolare movimento dei dieci Vāyu se il flusso dei Vāyu non è corretto nelle Nādi il corpo si ammala e vi è pericolo di vita. Questo movimento avviene attraverso 10 Nādi di cui 3 principali (Ida Pingala e Sushumna). I Vāyu sono situati sul piano del corpo-energetico Pranamaya-Kosha. Il Principio energetico universale penetra nel nostro corpo fisico dove avviene una trasformazione, a questo punto cambia nome e diviene Vāyu-il soffio vitale. All’interno del corpo i Vayu sono di 10 tipi: 5 tipi principali (1-5) e 5 (6-10) secondari: 1) Prànâ, 2) Apana, 3) Vyana, 4) Udana, 5) Samâna, 6) Naga, 7)  Kurma, 8) Krkara, 9) Devadatta, 10) Dhananjaya.

I 5 Pancha-Prànâ principali

  1. Udana
  2. Prànâ (stesso nome del Prànâ-universale ma in questo contesto si tratta del soffio interiore)
  3. Samâna
  4. Apana
  5. Vyana

questi cinque Vāyu principali sono anche denominati Pancha-Vāyu sono connessi al corpo grossolano (Annamaya-Kośa) ed hanno tre caratteristiche:

  1. una localizzazione specifica nel corpo
  2. un movimento energetico dinamico
  3. assicurano e controllano le funzioni vitali
  • Della respirazione
  • Della circolazione sanguigna
  • Della digestione
  • Del parlare
  • permette il movimento della consapevolezza, della coscienza lungo le Nādi ecc…

queste informazioni sono utili nella pratica Yoga per comprendere le diverse azioni che le âsana, il Prànâyâma  ecc…hanno sul corpo

1.Udana- Vāyu(il vento che sale)

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  • Chakra di riferimento: Manipura
  • Direzione energetica: verso l’alto
  • Localizzazione: situato nella gola, testa, occhi

Scopo:  rimuove le malattie del Dosha kapha, corregge il funzionamento delle corde vocali e dà una corpulenza sana al corpo, è presente nei primi mesi di vita e nel momento della morte. Si tratta del Vāyu più spirituale. Al momento della morte Vyana-Vāyu diventa inattivo, mentre Udana- Vāyu si attiva profondamente, attira l’energia nel canale centrale e la porta fuori, la coscienza-profonda esce circondata da Prànâ-Vayu e il corpo diventa un cadavere.

2   Prànâ – Vāyu  (il vento che porta all’interiorità

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  • Chakra di riferimento:  Anahata
  • Localizzazione: cavità tra  i polmoni, nel cuore
  • Direzione energetica: verso l’interno verso la Nadi Susumna.

Scopo: mantiene la connessione fra forza vitale e corpo (fa da  supporto all’elemento acqua), quando è in unione con Susumna sviluppa una potente concentrazione della mente su di un unico punto, quando il suo movimento è normale l’impulso del cuore è regolare e si attiva la conoscenza intuitiva

3.   Samâna – Vāyu  (il vento dell’equilibrio)

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  • Cakra di riferimento: Swadisthana
  • Localizzazione: ombelico, stomaco
  • Direzione energetica: concentra l’energia, contrazione fa da supporto all’elemento aria)

Scopo: ogni volta che mangiamo spinge il cibo nello stomaco nel   fuoco della digestione, disciplinandone i meccanismi.

4.   Apana – Vāyu  (il vento che scende)

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  • Cakra di riferimento: Mooladhara, fa da supporto all’elemento terra
  • Localizzazione: risiede nella parte più bassa del cakra Mooladhara dove unisce il retto, colon, fegato, milza
  • Direzione energetica: verso il basso e l’esterno

Scopo: è di espellere le feci e l’urina e di mantenere il corpo attivo ed energico, induce l’energia a dirigersi verso il basso,

5.   Vyana- Vāyu (il vento che impregna tutto il corpo)

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  • Cakra di riferimento: Shasrahara
  • Localizzazione: in tutta la pelle
  • Direzione energetica: diffusione, espansione, pervade tutte le parti del corpo

Scopo: tutto il movimento muscolare, il midollo osseo, tutti i tessuti muscolari, permette una corretta attivazione del sé/anima/, la circolazione, ogni gesto che facciamo tutti i giorni è preceduto da Vyana.

La produzione di energia comincia con Vāyu fino a Prànâ e Apana, fra questi vi sono le fasi intermedie Udana e Samana, che sono determinate dall’azione di Prànâ e Apana.

  • Quando Prànâ e Apana vanno uno verso l’altro stimolano Samâna.
  • Quando Prànâ e Apana sono dissociati si creano squilibri.

Di tutti i Vāyu Prànâ e Apana, sono i più potenti ed i loro effetti dominano su tutte le altri fasi di produzione di energia.

I Pancha- Prànâ secondari  

  1. Il Vāyu Naga  è situato nel tronco
  2. Il Vāyu Kurma è situato nelle palpebre;
  3. Il Vāyu Krkara è nello starnuto;
  4. Il Vāyu Devadatta è situato nello sbadiglio;
  5. Il Vāyu Dhananjaya esiste in tutte le parti del corpo anche dopo la morte

La pratica dello Yoga e i Vāyu

Ogni pratica nello yoga, ogni âsana stimola un particolare Vayu, alcuni esempi:

1.    Udana- Vāyu 

  • I mantra
  • le posizioni in piedi con le braccia sollevate: Vrjksanana (posizione dell’albero) Virabhadrasana con le braccia allungate sopra la testa (posizione dell’eroe) Parvathanasana (dalla posizione seduta allungamento delle braccia sopra la testa),
  • le posizioni invertite: Viparita Karani (l’aratro)

2.  Prànâ – Vāyu

  • La meditazione
  • le posizioni che iniziano con movimenti verso l’interno: Paschimottanasana,(la pinza), Parvathanasana, flessione in avanti dalla posizione seduta e distensione delle braccia
  • nel Prànâyâma: Nadi Sodhana

3.  Samâna – Vāyu

  • Le posizioni che concentrano le energie: posizione del loto, Ardha Matsyendrasana (la postura di Matsyendrasana)

4.  Apana – Vāyu

  • Le posizioni statiche: Tadasana (montagna) con le braccia sollevate, Virabhadrasana (la posizione dell’eroe) con le braccia allungate sopra la testa, Apanasana (la posizione di apana), Parvathanasana, flessione in avanti dalla posizione seduta e distensione delle braccia
  • Le posizioni sedute

5.  Vyana- Vāyu

  • Le posizioni di estensione delle braccia e delle gambe
  • Le posizioni che aumentano la circolazione sanguigna come la sequenza del Sûrya nāmaskara (saluto al sole), Ardha Danurasana (il mezzo arco)
  • Le posizioni che rinforzano la base: Apanasana, la posizione seduta di meditazione

 I Vāyu e i 4 elementi

I Vāyu quando attraversano il corpo assumono le caratteristiche dei 4 elementi:

  1. terra
  2. acqua
  3.  fuoco
  4. aria

nella Tradizione dell’India antica con elementi non si intende per esempio  la terra che possiamo toccare o dell’acqua che possiamo bere ecc… ma si tratta di una classificazione di Principi e quindi qualcosa che non è possibile afferrare:

  1. terra  = il principio della solidarietà, cioè della coesione
  2. fuoco = il principio del calore, cioè qualcosa che produce calore
  3. aria   = il principio gassoso, cioè qualcosa che coinvolge il movimento
  4. etere = il principio dell’elettromagnetismo

Nelle varie tradizioni vengono descritte accuratamente tutte le gradazioni intermedie del rapporto con i Vāyu (venti-interni). Il primo passo che in Oriente viene suggerito a tutti i livelli per entrare in relazione con i Vāyu è quello invertire l’orientamento dell’attenzione da un flusso che scorre verso l’esterno, verso gli oggetti, in direzione opposta verso l’interno, per facilitare quest’azione sono stati affinati dei mezzi, vere e proprie arti come per esempio:

nella tradizione dello Yoga:

  • il lavoro sulle regole di vita negli Yoga Sutra di Patanjali (Yama e Niyama)
  • l’Hatha Yoga con le posizioni (Asana) HA è uno dei nomi del sole e THA  indica la luna
  • Il Pranayama, la disciplina della respirazione;
  • Il Raja Yoga, la Via regale con la concentrazione (Dhâranâ) e la meditazione (Dhyana),
  • la Via dell’azione (Karma Yoga),
  • la Via della conoscenza (Jnana Yoga),
  • la Via della devozione (Bhakti Yoga)…

(clicca qui per approfondire la conoscenza delle Vie dello Yoga:

nella tradizione Buddhista

nelle arti marziali di orientamento Buddhista e Taoista

Solo quando l’agitazione mentale si è calmata, si aprono spazi adeguati per richiamare  verso il canale centrale (Susumna ) i venti. In questo modo tutta l’energia dalla periferia viene raccolta nell’asse centrale  l’attenzione si stabilizza e si possono raggiungere condizioni in cui si assapora un grande assorbimento, si tratta di una, condizione in cui si risvegliano potenzialità intuitive molto profonde, ma per capire profondamente il rapporto dei Vāyu con il corpo è necessario esercitarsi nello Yoga.

Così come il sangue circola nelle arterie, così il corpo-sottile circola in canali: le Nādi. Così come il corpo-fisico ha i suoi organi anche il corpo-sottile ha i suoi: i Cakra (Questi aspetti sono oggetto di prossimi articoli.)

Il primo dei cinque soffi, il Prànâ,dimora nella regione del cuore, l’Apana invece si trova presso l’ano,il Samâna vicini all’ombelico ,l’Udana nella gola e il Vyana dappertutto, giacchè è proprio della sua natura diffondersi per tutto il corpo

Tratto da: Le Upanisad dello Yoga, a cura di Jean Varenne, Aforisma 34,  Ed.Oscar Mondadori, 1988, pag.128

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Articoli correlati: Le dimensioni che circondano il corpo, tutti gli articoli sul corpo sottile, I mezzi idonei,

Prànâ-Ciò che va ovunqueultima modifica: 2013-05-30T07:52:00+00:00da loresansav1
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