Stambha vrtti (Kumbhaka): il quasi-niente che apre a Dhyāna

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controllate il corpo con āsana,

con Abhyantara Kumbhaka il prāṇa 

la mente con la meditazione dhyāna

Stambha vrtti (altri testi utilizzano il termine Kumbhaka=kumbha=giara, vaso)

  • Stambha=fissare, arrestare, sospensione, immobilità, riposo
  • Vrtti=movimento

Cosa accade fra l’inspiro e l’espiro?

Accade un intervallo, una sospensione, un spazio minimo in cui qualcosa nel tempo non è più ed anche non è ancora, pur essendo entrambi, è il momento in cui la consapevolezza non diluendosi più negli atti respiratori (inspiro ed espiro) può rivelarsi al suo massimo, è in questo non-quasi-niente, in questo non-respiro che le due fasi del respiro sono unite da una condizione di particolare-sensibilità. In questo stato la nostra individualità viene a perdere la sua importanza  lasciando emergere l’ aspetto profondo e misterioso di noi stessi. 

Per gli Yogi la terza fase del respiro Stambha vrtti o Kumbhaka è considerata così importante dal punto di vista pranico che gli Yogi spesso utilizzano questa parola come sinonimo di Prânâyama stesso.

Si trattiene il respiro dopo Abhyantara vrtti (inspiro) o dopo Bàhya vrtti (espiro) o dopo entrambe. Stambha vrtti quindi può essere a polmoni pieni ed è chiamata: Abhyantara Kumbhaka dopo l’inspirazione- o a polmoni vuoti cioè dopo l’espirazione ed è chiamata: Bàhya Kumbhaka.

  • Abhyantara Kumbhaka, Antar Kumbhaka o Antar Stambha (ritenzione a pieno dopo l’inspiro Recaka)
  • Si esegue dopo l’inspirazione l’energia è come concentrata per aumentare la produzione di attività e movimento. Questa ritenzione deve essere tenuta con un atteggiamento mentale delicato e con dolcezza non forzando.
  • La ritenzione d’aria polmoni pieni (Antara Kumbhaka) è riscaldante
  • Bàhya Kumbhaka o Bàhya Stambha (ritenzione a vuoto o la pausa naturale dopo l’espiro Puraka).
  • Si esegue dopo l’espirazione, può essere praticato in dinamica e con Uḍḍiyāna Bandha. Aumenta l’aspetto di abbandono e rilassamento. Questa ritenzione deve essere tenuta con mente ferma e determinata ma senza forzature.
  • La ritenzione d’aria a polmoni vuoti (Bàhya Kumbhaka) è rinfrescante

Fisiologicamente

  • Tra le azioni più importanti del Stambha vrtti o Kumbhaka dal punto di vista fisiologico vi è l’azione sul sistema nervoso, sul centro del respiro e attraverso di esso.
  • Le ritenzioni a polmoni pieni e a polmoni vuoti prolungano rispettivamente l’inspirazione e l’espirazione, di cui intensificano gli effetti.

Psicologicamente

  • su tutte le aree del cervello correlate.
  • Se volete calmarvi praticate Abhyantara Kumbhaka
  • Se ci si sente apatici praticate Bàhya Kumbhaka

Fisologia sottile

  • Ma Stambha vrtti (o Kumbhaka) ha anche altri scopi, per esempio armonizzare il corpo pranico, aiutare l’assimilazione del prāṇa, aumentare la quantità del prāṇa nel corpo e può essere visto anche come un rituale nel quale vi è l’unione tra prāṇa cosmico e prāṇa
  • Quando si acquisisce familiarità con le fasi dell’inspiro e dell’espiro riconoscendo e rispettandone i ritmi naturali allora durante la pratica delle āsana e del Prânâyama: può evidenziarsi Stambha vrtti.
  • Lo stato di sospensione naturale, non indotta, consente di accedere ad esperienze interiori profonde mentre una pratica forzata può portare gravi problemi fisiologici come ipertensione e stress.
  • Forzare la sospensione del respiro non comporta nessuno progresso nella pratica, è solo attraverso uno sforzo-corretto che vuol dire estrema attenzione e ascolto delle vostre reali capacità, solo questo vi permetterà di sentire il vostro respiro e di conseguenza permettere a Stambha vrtti di accadere sensibilizzandovi a ciò che sta accadendo all’interno del vostro corpo. Se questo NON accade allora state forzando e quindi è inutile perchè lo sforzo influirà sulla qualità dell’inspiro o dell’espiro e sul vostro rapporto con essi, la sospensione naturale del respiro e gli effetti profondi di cui è portatrice non si manifesteranno.

Atteggiamento mentale

E’ necessario stare in questo Prânâyama come osservatori, ed in quanto testimoni non abbiamo nulla a che vedere con qualsiasi sospensione. Questa è la condizione che ci permette di restare in Stambha vrtti altrimenti è inutile.

Questo all’inizio può risultare difficile perchè se ci concentriamo sulla sospensione tendiamo a:

  • Controllarla
  • Interferire con il suo tempo naturale

se ne seguiamo il tempo naturale tendiamo a:

  • Percepirne il movimento
  • Identificarci con esso

Tecnica Stambha vrtti Prânâyama

  • Stambha vrtti la sospensione naturale del movimento respiratorio avviene fra le due fasi del respiro ed è una non-tecnica in quanto consiste nel restare consapevolmente con l’attenzione nella pausa naturale:in un quasi-niente.
  • E’ importante ricordare che non dovete MAI cercare di voler prolungare la pausa lasciate che accada il suo protrarsi in un tempo naturale
  • Abhyantara vrtti e Bàhya vrtti sono libere
  • Durante rilassate il viso durante Stambha vrtti. Un viso contratto è segno di stress mentale oppure significa che avete superato i vostri limiti .
  • Se Stambha vrtti risulta sgradevole, analizzate i motivi che causano problemi al corpo.
  • Un immagine utile mentre siete in Stambha vrtti per lasciare andare le tensioni accumulate nel corpo è quella rilassare la zona del coccige e di pensare di sprofondare con il peso del corpo sul pavimento
  • Terminate sempre con un periodo di meditazione

II.49. Tasmin sati shvâsa-prashvâsayor

gati-vicch édah prânâyâmah

Avendo compiuto il cammino di āsana in questo stato si inserisce il metodo del respiro naturale, interrompendo la respirazione irregolare

 Patanjali Yoga Sutra, Secondo Libro, Sadhana Pada 

.

Shankara (India, 7 ° secolo) ha descritto Prânâyama:

Infine il sostentamento costante della mente su questa convinzione è la vera kumbhaka (ritenzione).

*** 

Articoli correlati: la spazialità non ovvia delle asana, la pratica del respiro naturale (video)

Stambha vrtti (Kumbhaka): il quasi-niente che apre a Dhyānaultima modifica: 2015-02-19T12:33:55+00:00da loresansav1
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2 pensieri su “Stambha vrtti (Kumbhaka): il quasi-niente che apre a Dhyāna

    • Grazie …. per il commento!
      condivido solo per quanto riguarda il punto di vista dello Yoga o dell’Induismo. Personalmente seguo il pensiero del Buddhismo e dell’insegnamento del mio Maestro Franco Bertossa che mi fa dire: il seme non viene dalla pianta, non porta in sè quello che ancora non vedi, non c’è un flusso ma: qualcosa accade, prima niente….

      Ciao . Buona giornata

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