Dirgha-sukshma: essere con il respiro

Immaginele carateristiche del respiro sottile, naturale e consapevole

  • Dirgha= allungare, prolungare
  • Sukshma=affinare

La cosa importante è la consapevolezza del respiro. Il corpo è lento, la respirazione naturale è lenta, ma la mente è mobile, vagante, se la concentriamo su di un oggetto che cambia essa modifica la respirazione, la accelera o la rallenta.

Se ci concentriamo sull’ascolto del respiro, la respirazione riprende il suo ritmo naturale s’allunga. Se lasciate la respirazione: respirare, essa si allunga da se stessa.

Non c’è alcun movimento visibile del corpo, ci si limita a percepire ciò che accade e l’unico elemento dinamico è una pulsazione profonda del respiro. Il Prânâyama resta prima di tutto una esperienza interiore che richiede un atteggiamento di ascolto e abbandono. Richiede di essere concentrati e testimoni attivi del respiro profondo così come le due qualità di sthira-sukha devono essere sempre presenti in āsana e devono sostenersi a vicenda così le qualità di Dirgha-sukshma stanno al Prânâyama. 

Si tratta di una relazione particolare che si instaura tra la mente e il respiro-profondo: si tratta della qualità della respirazione sottile e consapevole che viene a determinarsi a seguito della pratica in ascolto delle fasi della respirazione che l’hanno preceduta.

Attraverso la disciplina della respirazione avviene un passaggio del respiro che cessa di cambiare ad ogni istante e si instaura una respirazione naturalmente lunga e sottile. Il respiro grossolano lascia il posto ad una respirazione che è quasi-niente. La respirazione non cessa ma avviene ad un livello molto profondo da non essere avvertito in superficie.

2.50. Bâhya-àbhyantara-stambha-vrittir déshak âla-samkhyàbhih pari-drishto dïrghas ûkshmah

I movimenti della respirazione sono l’espirazione, l’inspirazione e la sospensione. Portando l’attenzione sul luogo delle spazio del respiro, sulla sua ampiezza e ritmo, si ottiene un respiro allungato e sottile .

2.51 Bâhya-âbhyantara-vishaya-àkshépï caturhah 

Vi è una quarta modalità della respirazione , oltre il piano della coscienza che si distingue dall’inspiro e l’espiro 

 Patanjali, Yoga Sutra,  Secondo Libro Sadhana Pada

.

Shankara (India, 7 ° secolo) ha descritto prânâyama:  

” Svuotare la mente di tutta la sua illusione è il vero rechaka (espirazione) La realizzazione che “Io sono Atman” (lo spirito infinito) è il vero puraka (inalazione). Infine il sostentamento costante della mente su questa convinzione è la vera kumbhaka (ritenzione). Questo è il vero Prânâyama”

*** 

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Dirgha-sukshma: essere con il respiroultima modifica: 2015-03-21T09:02:55+00:00da loresansav1
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