A partire da te che leggi 1

sabbia Budellicristalli di sabbia

Ascoltati meglio

Le numerose attività in cui siamo sempre impegnati sempre più ci allontanano dal nostro centro. Ma è con l’essere consapevolmente e con continuità nel nostro-centro che ci si può educare all’ascolto.

Approfondire l’ascolto ci permette di poter vedere su quale scala di necessità mettiamo le nostre esigenze.  Bisogno di sonno, di riposo, di alimentazione, quale posto occupa una ricerca interiore, quali aspirazioni realmente abbiamo e il valore che ad esse diamo, quest’ascolto ci introduce alla misura del nostro comportamento ai nostri valori. E’ il collegamento con la nostra salute fisica, psichica, emozionale, spirituale …

Nello Yoga, ogni cakra (gli antichi passaggi del sentire-significativo) è collegato ad un tipo d’energia che puo’ essere interpretata in chiave psichica o esistenziale.La centratura si ricollega a Mooladhāra Cakra, il chakra radice (è collocato tra l’ano e i genitali) si tratta della nostra energia di base, dell’energia che ci fa esprimere nelle modalità di vita è  materiale, solida, concreta..e da quest’energia di base che poi si costituiscono tutte le altre  energie degli altri chakra. E’ dalla solidità di Mooladhāra che lo sviluppo energetico può espandersi armoniosamente oppure no.

Abbiamo imparato a gestire le tensioni controllandoci, trattenendoci per sopravvivere e questo sforzo continuo coinvolge primariamente le zone interessate da Mooladhāra Cakra. Sono queste le zone del corpo dove si annidano le tensioni.

  • Lo sforzo trattiene
  • Lo sforzo ci isola: sono stanco e non posso sufficientemente interessarmi al mio ambiente, non vedo più tanto gli altri e non comunico probabilmente abbastanza.

Per un cambiamento occorre darsi un tempo

Darsi tempo per trovarsi
Darsi tempo per interrogarsi
Darsi tempo per riposare
Darsi tempo per sorridere …
Darsi tempo per rigenerarsi
Darsi tempo e l’opportunità per diventare pazienti…

Darsi la possibilità di iniziare con i tempi giusti il corso di yoga

arrivare 10 minuti prima dell’inizio del corso permette di predisporsi  interiormente, ci si prepara tranquillamente, ci si distende sul tappetino e ci si riposa preparandoci a liberaci dalle tensioni/sforzi. E’già iniziato il cammino per ritornare verso la nostra  natura profonda…Nulla a vedere con un arrivo all’ultimo momento con un passaggio lampo nel guardaroba ed un’entrata nella sala di yoga di corsa… Non si può pensare di sentire, quando la mente va a 200 all’ora e vogliamo calarci in Savasana o nel Prânâyâmah.

  • Gli sforzi le tensioni ci fanno dimenticare come sentire, ascoltare…
  • Lo stato d’animo sarà inevitabilmente diverso durante tutta la lezione…

Così come è importante non mangiare prima della lezione perchè altrimenti la maggior parte della nostra energia sarà occupata nelle operazioni di digestione…

Fare ciò che si puo’… e lasciare da parte ogni orgoglio personale

All’inizio può essere difficile  occorre seguire le indicazioni, provare a comprendere il respiro, coordinare il movimento e il respiro.Quando si comincia, il corpo può essere molto contratto e sofferente, oppure si soffre per coordinarlo. Allora, il migliore consiglio che si può dare, è di fare ciò che ci si può: ascoltatevi nel percorso di ritorno verso la centratura.

  • Non è grave se si fa un po’ diversamente da quanto viene indicato dall’insegnante, o se ci si ferma un po’ prima.
  • Non è grave, soprattutto se questo ci fa bene…
  • Non è grave “essere veri rispetto a sé… ci permette di capire, riconoscere realmente dove  siamo altrimenti il rischio è quello di continuare a mentirci rifiutandoci di vedere.

Quest’autenticità è la tavolozza di lavoro. Richiede molta umiltà nel riconoscere e vedere dove si è. Abbiamo la possibilità di vedere il cammino che c’è da fare e se ci interessa.

Come essere all’ascolto?

Guarda meglio: è l’inizio dello yoga.

“Cosa riesco a notare, nonostante lo stato di sforzo, di tensione?

Questo varia da un giorno all’altro:

  • Posso arrivare a sentire “pizzicori„ nelle dita, gli alluci…
  • Posso anche scegliere di portare la mia attenzione sulla superficie della mia pelle  (abiti, contatto con il suolo) e percorrere così le varie zone del mio corpo
  • posso preferire di sentire il calore in alcune zone del corpo, riconoscere le tensioni e portare un’intenzione di rilassamento
  • posso accorgermi di una piccola vibrazione, quasi elettrica, che percorre la superficie di tutta la pelle, ecc.
  • posso accorgermi  come lo Yoga mi offra uno spazio per un rapporto esclusivo con il mio “conoscere”
  • posso accorgermi come lo Yoga mi porti a non essere più dipendente dai meccanismi ripetitivi dei pensieri offrendomi stabilità mentale e uno spazio di conoscenza

Iniziamo dall’ascolto dell’onda di vita che ci attraversa e per il semplice fatto di sentire la sensazione di vita ci sentiremo “più vivi” è interessante notare che  quando ci concentriamo su questo sentire… non siamo più nel mentale… usciamo dallo stato di sforzo… ci caliamo nella coscienza e forse può accadere che quella coscienza, riempita di obblighi, persuasa della sua individualità … in un lampo di stupore faccia l’esperienza di quel luogo dove è acceso uno sguardo che non separa…il primo vedere…

ascoltati ,siamo aperti fermi in un intervallo che consente un’altra comprensione,  senti se nel cuore e nella mente qualcosa in te risuona …

A partire da te che leggi 1ultima modifica: 2016-07-22T05:30:00+00:00da loresansav1

Questo elemento è stato repostato da

  • Avatar di ruggerorespigo

2 pensieri su “A partire da te che leggi 1

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato ma sarà visibile all'autore del blog.
I campi obbligatori sono contrassegnati *

*