Lentezza e sensibilità che si combinano nel respiro…

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Per permettere al prâna di fluire liberamente nel corpo, senza ostacoli, occorre coinvolgere i ricevitori sensibili quando la corrente dell’aria passa sulle mucose. Prima di respirare con i polmoni respiriamo con le narici e la lingua.

La sensibilizzazione e la consapevolezza  di questo passaggio comporta un utilizzo radicalmente diverso del respiro.

Provate ad immaginare che il respiro sia come un filo che deve entrare nella cruna di un ago, non è colpendo alla ceca il filo che riuscirete a farlo passare, l’entrata del filo è determinata dalla precisione e dalla lentezza…e da una attenzione totale, tutto il corpo in quel momento è presente…

La nascita di ogni fase del respiro assomiglia a quest’operazione.

L’inizio di un ispiro o di un espiro condiziona l’accoglimento o meno del prâna

La lentezza dell’attrito dell’aria, come pure la precisione del contatto con le narici, determinano la sottigliezza del respiro. La mancanza di questa attenzione fa restare la respirazione superficiale e prâna fluisce nelle nàdi.

Il tipo di movimento che fa nascere il respiro condiziona le varie fasi del respiro, la loro distensione e la loro distribuzione armoniosa. Così, una respirazione lento diventa un diventa una respirazione profonda, sottile e piena di prâna. La respirazione a livelli avanzati arriva al paradosso che più è lenta più è sensibile; più è lenta più veicola prâna.

Lentezza e sensibilità che si combinano, demoltiplicano le attitudini di percezione. Ciò che per il principiante è una costrizione faticosa, diventa per il praticante avanzato una fonte reale d’abbondanza.

Lentezza e sensibilità che si combinano nel respiro…ultima modifica: 2016-10-15T17:45:15+00:00da loresansav1
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