Chāndogya Upaniṣad

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per cercare di essere sempre più fedeli a se stessi [Il Maestro dice:] « Orbene, nel [corpo] che è la città del Brahman, c’è un piccolo fiore di ninfea (loto), una casa (ossia il cuore); dentro c’è un piccolo spazio vuoto (Ākāśa). Ciò che in esso si trova, questo bisogna cercare, questo in verità bisogna cercare di conoscere ». Se gli obiettano: … Continua a leggere

Lo stato di Samyama o l’equilibrio non inventato…

 Patanjali, Yoga Sutra, Vibhûti Pâda,3 libro III 3. Tad-éva-artha-màtra-nirbhàsam svarùpash ûnyam iva samâdhih. Quando la mente ha esperienza dell’Assoluto si ha il Samâdhih  . III.4. Trayam ékatra samyamah. Quando Dhâranâsu, Dhyânam e Samâdhih sono applicati insieme formano Samyama o l’equilibrio che si consegue quando si è in relazione diretta con ciò che apprende senza l’intervento del pensiero: istante diretto non limitato … Continua a leggere

Svetasvatara Upanisad

[…] 1. I sostenitori del Brahman dicono: Il Brahman ha forse qualche causa? Donde siamo sorti? In virtù di che cosa viviamo e su che cosa siamo fondati? Dominati da chi, nelle gioie e nei dolori, noi giungiamo alla [attuale] condizione, o conoscitori del Brahman? […] continua a leggere *** Articoli correlati: I limiti della conoscenza umana nelle Upanishad

Samâdhih: la meditazione contemplativa …

 la centratura-perfetta nello stato-di-unità  L’ultima sezione che Patanjali ci presenta è Samâdhih. La focalizzazione prolungata della coscienza così affinata  su di un punto si trasforma naturalmente in Samâdhih. Non ci sono più soggetto/oggetto, ma centratura-perfetta nello stato riconosciuto come unita’ . Questo è lo stato unità.  3.3 Tad-éva-artha-màtra-nirbhàsam svarùpashûnyam iva samâdhih. Questo veramente è lo scopo, come se la mente fosse … Continua a leggere

Dhyânam: la mente si stabilizza

 in uno stato di concentrazione E ‘inutile tentare la pratica di Dhyânam senza prima aver creato le condizioni di rafforzarmento della concentrazione degli organi di percezione che devono essere utilizzati in questa pratica. A sua volta il rafforzamento della concentrazione degli organi di percezione richiede un corpo ripulito dagli ostacoli psichici attraverso una pratica regolare e sistematica di âsana, Prânâyâmah,Yamas e … Continua a leggere

Dhâranâsu: l’attenzione diretta alla mente

All’aforisma 2.53 Patanjali ci dice che dopo l’azione di Prânâyâmah la mente è  capace di portare l’attenzione rivolta all’interno (Pratyâhârah). la mente ora è capace di restare orientata verso l’interno e  mantenere stabilmente questo orientamento in uno spazio lecito tenendosi in uno stato concentrato: questo è chiamato Dhâranâsu da questo stato ora la mente  è pronta per la meditazione Dhyânam. 2.53 … Continua a leggere

Pratyâhârah…

 l’attenzione degli organi di senso rivolta all’interiorità Con i primi quattro anga i vari esercizi eseguito aiutano a calmare la mente. Il  Pratyâhârah, il quinto anga, funge da collegamento tra le prime quattro anga che lavorano su di una base fisica e le successive tre che lavorano su di una base puramente interiore-mentale. A questo punto il  lavoro viene fatto … Continua a leggere

Prânâyâmah: la pratica del respiro naturale…

Yoga Sutra, Patanjali, Secondo libro  Sàdhana Pâda – Il libro della Strategia: La quarta sezione Patanjali nel definire âsana  non parla di particolari posizioni da assumere ma entra nel merito dell’essenza della posizione-stessa e dice che deve essere stabile pervasa da un sentimento di non-sforzo, analogamente quando prende in esame il Prânâyâmah non enumera i vari esercizi che possono portare … Continua a leggere

Âsana: la pratica delle posture…

 Yoga Sutra, Patanjali, Secondo libro Sàdhana Pâda – Il libro della Strategia: la  terza sezione Se le Due Anga, Yamas e Niyamas sono state ben assimilate, lo stato del Terzo Anga: âsana è facilmente realizzabile, ma se queste due fasi sono perlopiù indifferenti  al praticante dello Yoga allora la pratica delle âsana sarà un passaggio difficile. La pratica delle Yamas, … Continua a leggere

Taittiriya Upanisad

[…] distinto da questo [involucro] costituito di soffi vitali e posto più all’interno, c’è un involucro custodito di pensiero. Questo riempie il precedente, con la forma di un uomo. In conseguenza di questa somiglianza con l’uomo anche il secondo è simile a un uomo…[…] (continua a leggere) . Immagine: Dipinto Cosmologico (1750–1850 India Rajasthan) *** Articoli correlati:I limiti della conoscenza … Continua a leggere