Una preghiera per il Tibet…

di Bernard-Henry Lévy (filosofo e scrittore francese) – su Corriere della Sera del 4 aprile 2008:

[…] E’ buona cosa, la mobilitazione in favore dei Tibetani. E’ proprio un’ottima cosa. Ma cosa pensare della Birmania dove lo stesso genere di soldatesca, sostenuta dallo stesso potere cinese, non ha disarmato, per quanto ne sappia, e di cui nessuno parla più?

Cosa pensare dei diritti dell’uomo all’interno della Cina, di questo Paese-mondo sotto la cappa della dittatura, di questo impero della miseria e della violenza al cui proposito ci raccontavano che le Olimpiadi avrebbero avuto il merito di aprirlo alla democrazia avviene il contrario, ’esatto contrario (caccia agli ultimi poveri, ai barboni, agli individui in situazioni irregolari e ai rari dissidenti che sarebbero capacissimi, i farabutti di guastare a Hu Jintao la sua grande parata mondiale)?

Cosa pensare, infine, del Darfur, che sembra decisamente uscito dai nostri schermi mentali allorché, nel momento in cui scrivo, gli stessi janjaweed, appoggiati dalla stessa aviazione sudanese, equipaggiata e benedetta dallo stesso Hu Jintao, stanno finendo il loro sporco lavoro, cominciato quattro anni fa, che consiste nella purificazione etnica e  nel lasciare dietro di sé terra bruciata. Per tre ragioni – quattro con il Tibet – è stata una cattiva idea organizzare i Giochi in uno dei Paesi del  mondo dove i valori che rappresentano nello spirito delle Olimpiadi i suoi ideali di umanesimo e fratellanza sono sistematicamente disprezzati. Per queste tre ragioni – quattro con il Tibet – un giorno ci troveremo ad arrossire per aver fatto un immenso regalo all’ultimo grande stato totalitario del pianeta …[…]

Una preghiera per il Tibet…ultima modifica: 2008-06-13T08:55:00+02:00da loresansav1
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