Lo yoga è morto?

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Forse è morto come siamo abituati a conoscerlo nel nostro immaginario?

E’ inutile andare contro i dati di fatto, tutti noi oggi abbiamo strumenti che ci permettono di accedere ad una notevole quantità di dati che solamente qualche anno fa era inimmaginabile… questa è una semplice verità…

Ma cosa è in grado di trasmetterci l’informazione a cui abbiamo accesso?

Quale ne è il limite?

La conoscenza-intuitiva  è trasmissibile senza un rapporto diretto Maestro e allievo?

Per esempio  imparare a leggere la musica attraverso le indicazioni contenute in un CD equivale ad avere un contatto vivo nella profondità della nostra interiorità?

Dal mio punto di vista no, ma per la maggior parte delle persone pensarlo è la norma! E’ nel rapporto Maestro-allievo che la musica si trasmette! Il rapporto Maestro-allievo è insostituibile e non si tratta di una tradizione tipicamente orientale lo è stata anche dell’occidente come hanno dimostrato i filosofi greci Platone, Aristotele ecc..che in questo modo trasmettevano le loro dottrine più vere e  profonde…Quando lo yoga ci chiede di adattare semplicemente le posture alla nostra sensibilità, questa apparente semplicità costa tanta fatica…perché noi non ci osserviamo facilmente…i nostri sentimenti sono ormai resi inerti da un eccesso di stimoli veloci e continui…da consumare subito … auto-osservarsi attraverso le asana significa imparare a conoscerci scandagliando in modo-estremo noi-stessi…spogliandoci di tutto ciò che è in più… si rivelano così simultaneamente alla nostra consapevolezza l’esperienza dei percorsi del corpo, i ritmi della mente, l’armonia del respiro…entriamo in contatto con la conoscenza dal-di-dentro, ci si ritrova ad un livello di consapevolezza che è radicato in un punto di vista che implica meraviglia…che ha il potere di sradicare in questo modo l’idea di meccanizzazione della vita… ma questo è accessibili solo per il tramite del  Maestro…Perché non si tratta di una tecnica…!

***

[…] Una persona che non percepisce di essere “un particolare” di uno schema più vasto, come non “sente” che l’esistenza individuale fa parte di un processo più grande dell’individuo stesso, può essere considerata una persona senza anima. […]

Tratto da: Il Piacere – Un approccio creativo alla vita

Alexander Lowen, Ed. Astrolabio, 1984, pag.100

Immagine Via: I Am blessed

Lo yoga è morto?ultima modifica: 2010-01-15T08:26:00+01:00da loresansav1
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