Le direzioni energetiche nello Yoga…

Bṛṃhaṇa, Laṅghana e Samana
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La condizione raggiunta dai Samkhya, è raggiunta anche dagli Yogin. E vede, chi vede che il Samkhya e lo Yoga sono una cosa sola

Tratto da : Bhagavadgita, Ed. uni, Bhagavadgita. Canto 5. sloka 5,

La pratica dell’Hatha Yoga in ascolto si basa su tre grandi Principi che sviluppano un’energia specifica:

  1. Laṅghana (rilassamento, riduzione, espansione)
  2. Bṛṃhaṇa (tonificazione, rafforzamento)
  3. Samana (equilibrio, armonizzazione)

Su questi Principi-energetici sono adattate la pratica delle âsana  e del Prànâyâma  rispettando la caratteristica della persona (Dosha/Guna)

Senza la pratica degli āsananon è possibile  disciplinare il respiro.  Senza il controllo del respiro, la mente  non sarà mai stabile.

Tratto da: Yogarahasya, 

prakaranâdhayyah, sloka 45.

 L’aspetto più importante nell’apprendere le āsana  non è quello di fare delle  posizioni sensazionali ma favorire l’equilibrio del corpo, della mente e del respiro, attraverso la regolarizzazione dei Dosha/Guna. Ogni asana agisce su di un particolare Dosha/Guna, tuttavia le asana possono anche essere praticate su tutti e tre i principi-energetici, nel momento in cui vengono riadattate per correggere eventuali squilibri.

In tutti noi in qualche parte del corpo vi è un accumulo di tossine, un  eccesso di qualcosa; veniamo così a trovarci con zone del corpo, energicamente deboli. La pratica secondo i Principi di Laṅghana, Bṛṃhaṇa e Samana ripulisce, tonifica, armonizza per poi rigenerare: il corpo, il respiro e la mente, perchè si può ricostruire soltanto su qualcosa di sano.

Quando si viene dall’ufficio e ci si estende sul tappeto di yoga non si stacca istantaneamente dallo schema delle nostre abitudini, allora è bene accordarsi al movimento, al gesto e questo richiede sempre un certo tempo. E’ poi necessario esaurire l’energia in eccesso, eliminare le tossine, ma anche tonificare, prendere vitalità… Durante la sequenza l’energia-vitale viene messa in circolazione, attraverso posture opportunamente guidate in accordo ai ritmi energetici di Laṅghana, Bṛṃhaṇa e Samana , alternando, una pratica vigorosa con una lenta e interiorizzata. Attraverso una pratica meno fisica si rafforza il corpo e la mente diviene più lucida ma è nel rilassamento di Shavasana che avviene  infine il rinnovo energetico. È il momento durante il quale ci si impregna di questa nuova energia, il vero momento di ricambio-energetico in cui gli effetti sottili della sequenza operano, è da questo stato che si può accedere alla meditazione con calma e lucidità.

[…] Quando gli automatismi ed i condizionamenti del sistema mentale ci abbandonano, in quel momento siamo liberi: viviamo nel presente. Senza sforzo da parte della  nostra volontà accettiamo il rinnovamento. L’ego ci lascia. Viviamo pienamente l’avvenimento senza giudicarlo: lo accettiamo. Inscritti nel presente, siamo la Vita nel momento stesso in cui si svolge, né prima né dopo…[…]

Gerard Blitz

***

ATTENZIONE

non ho inserito nozioni tecniche nella relazione tra: āsana  e i Principi di perchè facilmente si cade nel  fraintendimento che se ne possa avere esperienza tramite la tecnica. Le direzioni energetiche NON sono tecnica, ma  aspetti della pratica che possono essere intuiti correttamente solo se trasmessi, come si dice nello Zen: da cuore a cuore (shin den shin)… Se nello Yoga vi è un segreto, è questo!…Ma è segreto solo perché l’unico modo per apprenderlo è attraverso la propria esperienza e la guida, nei ritmi della pratica, dal respiro di un  Maestro!

Le direzioni energetiche nello Yoga…ultima modifica: 2011-02-03T12:00:00+01:00da loresansav1
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