La vacuità come esperienza interiore…

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Il Culasunnatasutta è un sutra molto importante che si trova in tutti e tre i Canoni Buddhisti esistenti (Vinaya, Sutta, Abhidamma). Il Buddha in questo sutra entra nel dettaglio sulla dottrina della vacuità come esperienza interiore.

“Certamente, o Ānanda, tu hai ben udito, ben appreso, ben inteso e ben ritenuto le mie parole. Adesso, come allora, o Ānanda, io dimoro pienamente in uno stato di vacuità. Così come questo palazzo della madre di Migara è ora vuoto di elefanti, di buoi, di cavalli, vuoto d’oro e d’argento, vuoto di gruppi di uomini e di donne, e la sua sola non vacuità è questa unica cosa, la comunità dei monaci, allo stesso modo, o Ananda, il monaco non pone mente all’idea di villaggio, non pone mente all’idea di uomo, ma pone mente a quest’unica cosa, alla foresta. Nell’idea di foresta la sua mente si placa, si ferma, si libera; ed egli riconosce: ‘Le cure (le preoccupazioni, le ansie) che dipendevano dall’idea di villaggio non esistono più; le cure che dipendevano dall’idea di uomo non esistono più e l’unica cura che rimane è quella che dipende dall’idea di foresta” (continua a leggere)

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Immagine fonte: ls

La vacuità come esperienza interiore…ultima modifica: 2011-11-11T09:22:00+01:00da loresansav1
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