Lo spazio di passaggio per gli organi di senso (Indriya)

indrya, sensi, rosa, vuoto, pieno

Lo Yoga è una Via che ci apre e ci mantiene aperti in un ambito che ha funzione di passaggio e relazione. Questo spazio interiore in cui sorprendentemente ci troviamo già-immersi è un luogo di passaggio per i sensi (Indriya) pregno di intensità e importante perchè è in esso che si presenta la forma vera dello sguardo…. La dinamica degli organi di senso non è quella di apprendere, aspetto questo spesso non sufficientemente chiaro, ma di raccogliere in funzione per ciò che si presenta e si dispiega di volta in volta: lo sguardo originario…!

Quando in meditazione chiudiamo gli occhi e dirigiamo l’attenzione a ritroso, si impone subito e spontaneamente una dimensione più originaria in cui l’impressione intensa è quella di sentirci-toccati in modo nuovo, ma questo sentirci nuovo e profondo non è da confondere con una esperienza intuitiva-risolutiva. Quanto più acuto è l’ascolto tanto più lo sguardo originario è espanso e proprio questa sua peculiarità può indurci a credere che questa sia un’esperienza-intuitiva-risolutiva …. Per la mia esperienza e per ciò che mi è stato insegnato, un’esperienza risolutiva, non è giungere ad uno stato stabile, centrato e di benessere e a quel punto contemplare(può essere un effetto collaterale) ma da quel raccogliersi accadeun aprirsi alla possibilità di capire noi-stessi da un’altra prospettiva, cioè chiederci di noi stessi e delle sensazioni che ne derivano, NON per distaccarcene e raggiungere uno stato, ma da questo piano-sottile agganciare il nostro sentire lasciando da parte tutte le idee e le psicologie, questa, sempre dal mio punto di vista, è la forza della pratica dello Yoga e della Meditazione.

  • Verso quale meta, quale direzione?
  • Cosa cerchiamo nella nostra pratica, cosa interessa, cosa ci si chiede in meditazione?
  • A che cosa ci rivolgiamo quando diciamo me-stesso, io?
  • Quella costante sensazione che tutte le cose e noi stessi possiedano un tipo di esistenza, è reale,  oppure c’è qualcosa di più sottile da conoscere?

Partite sempre dal vostro-esserci senza-psicologia, senza-pregiudizi…

Al giorno d’oggi la pratica presentata in questi termini sembra impossibile da applicare ad opera dei tanti fraintendimenti, errate valutazioni e strane autoillusioni-sentimentali sulla natura

  • dell’IO
  • SE’
  • ANIMA
  • ATMAN
  • UOMO
  • JIVA
  • PURUSHA
  • UNO…

…quante illusioni per la nostra vita/cultura sono diventate importanti…

Baghavadgita Cap. XV,7

Un raggio di Me Stesso, eterno di vita, nel mondo delle vite,attrae i sensi , il sesto dei quali è la mente dimorante in Prakrti

Patanjali,Libro II, 54

 Svavishaya-asamprayogé chitta-svarupaanukâra iva indryânâm pratyâhârah.

Quando il mentale cessa di identificarsi con il  campo dell’esperienza.Allora accade come un riorientamento di Sé verso Sé

Patanjali,  Libro II, 55

Tatah paramâ vashyatâ indriyânâm

Così i sensi sono perfettamente controllati,

da qui si accede ad un’altro livello di coscienza

quello della meditazione: Dhyana

 

***

Articoli correlati: cosa soffoca il mondo, la ricerca del pensiero che va oltre…, fare propria la condizio Yoga, Akasha: lo spazio interiore, il nostro ritmo naturale, il ritmo profondo di asana

Immagine fonte: ls

Lo spazio di passaggio per gli organi di senso (Indriya)ultima modifica: 2013-03-15T06:12:00+01:00da loresansav1
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato ma sarà visibile all'autore del blog.
I campi obbligatori sono contrassegnati *