Aprile-amore (tratta dalla raccolta Onere del Vero – 1957)

Riporto una poesia di Mario Luzi che richiama in me la sensazione che nascosto tra il succedersi delle parole, accade sempre ciò che in noi “è”, ciò che una volta annullati, rimane.

 “il pensiero della morte m’accompagna

tra due muri di questa via che sale

e pena lungo i suoi tornanti. Il freddo

di primavera irrita i colori,

stranisce l’erba, il glicine, fa aspra

la selce; sotto cappe ed impermeabili

punge le mani secche, mette un brivido.

tempo che soffre e fa soffrire, tempo

che in un turbine chiaro porta fiori

misti a crudeli apparizioni, e ognuna

mentre ti chiedi cos’è sparisce

rapida nella polvere e nel vento.

il cammino è per luoghi noti

se non che fatti irreali

prefigurano l’esilio e la morte.

tu che sei, io che sono divenuto

che m’aggiro in così ventoso spazio,

uomo dietro una traccia fine e debole!

è incredibile ch’io ti cerchi in questo

o in altro luogo della terra dove

è molto se possiamo riconoscerci.

Ma è ancora un’età la mia,

che s’aspetta dagli altri

quello che è in noi oppure non esiste.

l’amore aiuta a vivere, a durare,

l’amore annulla e da principio. e quando

chi soffre o langue spera, se anche spera,

che un soccorso si annunci di lontano,

è in lui, un soffio basta a suscitarlo.

questo ho imparato e dimenticato mille volte,

ora da te mi torna fatto chiaro,

ora prende vivezza e verità.

la mia pena è durare oltre quest’attimo.

Mario Luzi (1914-2005)

Aprile-amore (tratta dalla raccolta Onere del Vero – 1957)ultima modifica: 2013-04-10T07:41:00+02:00da loresansav1
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