Eutanasia, fine della vita… e la mia pratica ….

Tema importante e sul quale rifletto a lungo. Se dovessi trovarmi in una condizione di malattia che provoca molta sofferenza o se per sopravvivere dovessi essere alimentata artificialmente, ora come ora non so dire se prevarrebbe il porre termine alla mia vita consapevolmente o se emergerebbe in me il pensiero che ciò che mi sta capitando è dovuto al Karma negativo e quindi se non estinto in questa vita si ripresenterebbe successivamente… oppure pensando come il praticante del Buddha “Channa” il quale soffrendo atrocemente per una malattia pose fine alla sua vita uccidendosi “[…] chi soggiace all’attaccamento è turbato[…] dove non è turbamento è la calma, essendoci la calma non ci sono propensioni, non essendoci propensioni, non c’è venuta, né dipartita: non essendoci né dipartita non c’è trasmigrazione; non essendoci  trasmigrazione né in questo mondo né nell’altro né fra i due, si ha la fine del dolore […]”(Samyutta Nikaya, Channa, Ed. Ubaldini pag.441) … e il Buddha non biasimò questo gesto…

penso però all’estrema solitudine in cui è dovuta morire la persona che vedete nel video, lontano dai suoi luoghi e affetti per l’egoismo di tutti noi…

… un pensiero per lei…

Sempre nel rispetto delle scelte fatte  e per quello che io capisco…

 

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Eutanasia, fine della vita… e la mia pratica ….ultima modifica: 2013-05-07T12:57:00+02:00da loresansav1
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