La pratica dell’Hatha Yoga in Ascolto

gunaLa pratica dell’Hatha Yoga in ascolto offre un lavoro fisico e interiorizzante che unisce la parte femminile, Shakti (energia manifestata) e la parte maschile, Shiva (la Coscienza Pura originale). Shakti e Shiva sono i due poli della nostra essenza. La tradizione li rappresenta anche geograficamente nel corpo umano:

Shakti siede al perineo (Mooladhara Chakra, il Chakra della radice) e Shiva, alla fontanella (Sahasrara Chakra). Nella tradizione yogica, è l’esperienza dell’ascesa di Kundalini che viene rappresentata nell’iconografia yogica con Shakti che viene a unirsi a Shiva, nell’ultima storia d’amore dell’estasi: Shakti si risveglia dal lungo sonno dell’ignoranza nel Mooladhara e viene a unirsi al suo Amato, tornando alla sua fonte, Sahasrara.

La sfida del Raja Yoga

Si dice che lo Yoga sia una pratica, un metodo di liberazione spirituale, basato sulla teoria del Samkhya, descritta nello Yoga Sutra di Patanjali. Lo Yoga Sutra descrive l’universo interiore dell’uomo e i mezzi che si possono utilizzare per liberarsi dalla sofferenza che trova la sua fonte nell’identificazione con l’io (ego). Questo percorso di pratica è anche chiamato Raja Yoga, lo Yoga della Via Reale, perché consente di far combaciare il nostro sapere individuale con il continuum perenne (Samadhi). Questo porta anche il nome di “Yoga”.

Patanjali ricorda che questa via non può essere solo volontaristica e solitaria: solo la guida di una persone che ha attraversato questo lavoro e questa esperienza può guidare un’altra persona su questa strada. In occidente purtroppo troppo spesso si sostituisce il termine “ascetismo” con “disciplina”, termine fisico che può essere arido e non portare a nulla. Ci sono così tante insidie sulla strada bisogna fare molta attenzione per non essere fuorviati!

Patanjali definisce così lo stato dello yoga nel Libro Primo Samadhi Pada ai seguenti sutra

1.2 – yogah-citta-vritti-nirodhah

Lo yoga è la soppressione delle modificazioni della mente.

 1.3- tada drashutuh svarupe avasthanam

di conseguenza si dimora nella propria-natura

e prosegue indicando l’atteggiamento utile per ottenere lo stato Yoga

1.12 – Abhyasa-vairagyabhyam tan-nirodhah 

La soppressione delle modificazioni mentali (si ottiene) mediante l’esercizio costante ed il non attaccamento

1.13 – tatra sthitau yatno’bhyasah

L’abyasa è lo sforzo di essere fermamente fondati in quello stato

I testi come gli Yoga Sutra, le Upanishad, il Vedanta …ecc…  sono indirizzati a persone che sono “mature-emotivamente”, nel senso di  “adultità” ; vale a dire che le persone sono pronte  ad iniziare il percorso dello Yoga quando hanno affrontato i loro problemi psicologici  Se il praticante non è maturo-emotivamente “, lui o lei inizia il viaggio, senza vedere i propri difetti e rischia di ingannare se stesso, confondendo un bisogno psicologico (di tutto rispetto) con un percorso spirituale.

Lo Yoga non è un “percorso terapeutico” non tratta dei nostri sentimenti, delle nostre esperienze di vita relazionale ecc…

La psicologia ha le sue origini in filosofia e fisiologia. “Psiche” in greco significa “anima” o “mente”. È quindi lo studio della psiche e del comportamento umano.

La psicologia tiene conto:

  • processi mentali dietro il comportamento
  • Emozioni, Sentimenti, Atteggiamenti, Pensieri, Percezioni, Intelligenza, Coscienza
  • le relazioni tra questi fenomeni.
  • Sensazioni e percezioni
  • Ognuno di noi percepisce il mondo a modo suo.
  • La percezione sceglie oggetti e situazioni che hanno significato per noi, come individuo, ci si concentra su … e si ignora il resto.
  • Le nostre percezioni ci fanno stare isolati: tutto accade come se ciascuno di noi vivesse in un mondo a parte.

Dobbiamo prima fare pace con la nostra natura fisica, energetica, psichica, emotiva, intellettuale. Solo successivamente, forse, saremo in grado di penetrare pienamente nella dimensione spirituale . Prestare attenzione al corpo e alle emozioni, significa  essere veri e onesti con noi stessi.

Secondo la storia di ciascuno, questo potrebbe richiedere un aiuto al di fuori del tappetino yoga e parallelamente alla pratica. Senza tale lavoro, da sé a sé, ci può essere una spaccatura interna tra l’essere umano (fallibile ed emozionale), e ciò che viene proposto che è indirizzato ad una persona che aspira ad un percorso intimo che va oltre l’aspetto psicologico. Si tratta di entrare in contatto ciò che è silente testimone . Ecco perché è così importante essere “reali” con se stessi …

Patanjali, Sadhana Pada: la seconda Yama – Satya dire la verità

2.36 – satya-pratishthayam-kriya-phala-ashrayatvam

Le conseguenze della vicinanza allo splendore del-vero comportano franchezza,

non avere nulla da nascondere, un agire autentico.

Satya è il principio di verità, la “buona fede”. Satya coinvolge pensieri, parole e azioni:

Satya riconosce tutto in sé, persino le ombre o le emozioni negative. Satya è indispensabile per conoscersi … altrimenti, ci si chiude lontano da se stessi!

Il coraggio di parlare in modo vero sviluppa le qualità di Manipura Chakra, la forza e l’autostima

Satya è una grande chiave per lo yoga e ogni sviluppo personale o spirituale. Satya è anche un atteggiamento durante la pratica dello yoga.

Svadhyaya: l’autosservazione

Svadhyaya è auto-osservazione, analisi e conoscenza della nostra personalità. È la consapevolezza dei nostri punti di forza e delle nostre debolezze, delle nostre ambizioni e dei nostri bisogni.

Svadhyaya è anche la capacità di fare un passo indietro rispetto all’IO

Svadhyaya è un atteggiamento durante la pratica dello yoga.

Svadhyaya, infine, consiste nello studio dei testi sacri e nello studio con  un insegnante qualificato.

La pratica dell’Hatha Yoga in Ascoltoultima modifica: 2018-06-03T11:14:45+02:00da loresansav1
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