Il racconto noto come “I quattro cavalli dell’Āgama Sūtra”

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… Il Samyuta Āgama Sūtra racconta: “Il Buddha disse ai mo­naci riuniti: ‘Vi sono quattro specie di cavalli. Il primo è un cavallo che, senza timore, obbedisce al suo cavaliere semplicemente vedendo l’ombra del frustino, il secondo fa altrettanto solo quando lo scudiscio tocca la criniera, il terzo quando sferza la carne, il quarto solo quando il colpo giunge fin … Continua a leggere

La meditazione come percorso di conoscenza

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Quando in meditazione chiudiamo gli occhi  ci troviamo immediatamente nell’ambito della mente e come lo percepiamo ? come uno spazio uniforme, dove non vi è nulla di distinguibile in realtà  stando in un ascolto profondo… insistendo…… insistendo… insistendo in un lungo silenzio, in una lunga immobilità, mantenendo la colonna in un equilibrio naturale… accade che questo spazio riveli qualcosa di … Continua a leggere

La meditazione non è terapia o fitness dell’anima o della mente

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Quando ci sediamo in  meditazione , chiudiamo gli occhi, ci assorbiamo ma per cosa? La meditazione non nasce come via di salute,  molte delle pratiche che oggi vengono proposte come per esempio praticare la meditazione per combattere lo stress, per risolvere il mal di schiena ecc.… ma questo non è l’obiettivo della meditazione. E’ vero che in genere da un … Continua a leggere

Forse la ragione più profonda che ci fa temere la morte …

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…Forse la ragione più profonda che ci fa temere la morte è il non sapere chi siamo. Crediamo di essere un’individualità personale, unica e separata; ma, se osassimo esaminarla, scopriremmo che questa individualità dipende da una serie infinita di cose che la sorreggono: nome e cognome, la nostra ‘biografia’, il compagno o la compagna, la famiglia, la casa, il lavoro, gli amici, le carte di credito…  È sul loro fragile appoggio transitorio che costruiamo la nostra sicurezza.  Se ci togliessero tutto questo, avremmo ancora idea di chi siamo veramente? Privati dei nostri puntelli familiari siamo di fronte a noi stessi: una persona sconosciuta, uno straniero che fa paura e con il quale siamo sempre vissuti senza mai volerlo conoscere realmente. Non è per questo … Continua a leggere

Risvegliarsi al mattino e coltivare la sensibilità

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Cosa vuol dire? muovere l’energia che ci attraversa attraverso canali naturali sentire il corpo osservare la mente Stare nel punto focale dell’esperienza di sé Come? Individua la tua energia sentine lo stato, utilizza una tecnica, quella che più ti si confà per entrarvi in relazione ma non come freddo strumento ma come cosa viva ! senti il corpo come materia … Continua a leggere

Vesak Day!

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Nel Denkoroku (la trasmissione della luce) di Keizan Zenji, nel primo caso è descritto il risveglio del Buddha nel modo seguente: Shakyamuni Buddha, vedendo la stella del mattino consegui il risveglio . Disse “io, insieme alla grande terra ed a tutti gli esseri senzienti, ho realizzato la via contemporaneamente”.