L’impianto Yoga – mi-Sono

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Quando dico:  “mi-sento, mi sono” interiormente, cosa sento? Spesso ci si trova immersi in una eterea percezione di spazialità,  intima sì, in cui ci riconosciamo come “me”, come “identità” ,  lo yoga insegna che in realtà siamo alla la periferia di noi stessi, credendo  di conoscere ciò a cui ci riferiamo e di capirne il significato. Lo yoga ci guida … Continua a leggere

Fondamentalmente noi siamo guidati da due processi.

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Il primo riguarda la mente quando  è rivolta verso l’esterno, il rapporto con il mondo esterno e quando la mente è rivolta all’esterno è dispersa, frammentata. Il secondo riguarda quando la mente è rivolta all’interno:  il rapporto-interiore. Lo Yoga in ascolto si occupa di questo secondo processo permettendo un percorso che interiorizza, perché è equilibrante e accumula l’energia di vita: … Continua a leggere

Bologna – Aprile 1989

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Desidero condividere con voi la  gioia di un anniversario che ricorre in questi giorni. Esistono incontri e incontri. Alcuni passano, altri sono incontri unici, opportunità di una intera  vita. Così è stato per  me nell’aprile del 1989, con l’incontro dello Zen dell’insegnamento del Maestro Franco Bertossa. Gassho, Maestro  

Nel giorno della  ricorrenza della morte del Maestro Ramana Maharshi, 14 aprile 1950 – articolo del Maestro Franco Bertossa sulla morte

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Quanto poco ci si prepara alla sola certezza di questa vita: che essa finirà. Che significa morte? Certamente in essa ha un ruolo centrale il nulla. Quanto di noi il nulla potrà prendersi? Vi è chi è convinto che morte significhi annientamento della dimensione interiore, che tutto si spenga e che restino solo molecole e atomi via via disperdentisi nel … Continua a leggere

Gli effetti della respirazione sono legati alla “Qualità” dell’attenzione

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La pratica della respirazione (Prāṇāyāma) non si limita a  stimolare lo scambio gassoso,  esiste  un respiro fisico connesso al movimento dell’aria, e un respiro sottile che segue ciò che è sottile nel respiro stesso Il respiro naturale, non meccanico, né  forzato  in tutta la sua estensione deve andare insieme a tutta, tutta la nostra presenza, solo  allora emergeranno i veri effetti … Continua a leggere

Maestro Sen No Rikyū – un uomo e il suo tè

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Guardo di là: niente fiori né foglie dai mille colori. Sulla riva del mare una capanna solitaria nella luce morente di una sera autunnale. Antica canzone giapponese. Citata dal Maestro Sen no Rikyū (1522- 1591)  alla domanda: “qual è il roji (giardino del tè) ideale?”   C’è una tradizione che prevede che i praticanti del tè tengano una cerimonia del tè commemorativa … Continua a leggere

lo Yoga in ascolto – il guardare sottile#3

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Per lo Yoga, la mente prende l’atteggiamento di ciò su cui concentriamo l’attenzione. Durante la  pratica di âsana, Prânâyâmah, la mente si calma e con il guardare sottile (la meditazione) ci si cala in una profonda ricettività. quando: il soggetto che conosce, l’oggetto del conoscere, il rapporto con l’oggetto – si fondono, il potere della  consapevolezza emerge permettendio di  riconoscere … Continua a leggere