venerdì, 18 maggio 2012

101 Storie Zen: 34. Un solo sorriso in tutta la vita

Sino all'ultimo giorno che Mokugen passò su questa terra, nessuno aveva mai saputo che sapesse sorridere. Quando sonò la sua ora, egli disse ai suoi discepoli: «Tutti voi studiate con me da più di dieci anni. Mostratemi la vera interpretazione dello Zen. Chi riuscirà ad esprimersi più chiaramente, sarà il mio successore e riceverà la mia veste e la mia ciotola».

Tutti fissarono la faccia severa di Mokugen, ma nessuno rispose. Encho, un discepolo che stava da molto tempo col suo maestro, si avvicinò al letto. Spinse avanti di qualche centimetro la tazza della medicina. Questa fu la sua risposta al comando. La faccia del maestro si fece ancora più severa. «È questo tutto ciò che hai capito?» domandò Mokugen. Encho allungò la mano e rimise la tazza al posto di prima. Un bel sorriso schiarì il volto di Mokugen. «Che briccone!» disse a Encho. «Hai lavorato con me per dieci anni e non hai ancora visto tutto il mio corpo. Prenditi la veste e la ciotola. Ti appartengono».

Tratto da: 101 Storie Zen

 

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mercoledì, 16 maggio 2012

Skandha: gli elementi fisici e mentali...

BuddhaLoutsSm.jpgNel buddhismo si parla di cinque Skandha , o aggregati, per indicare gli elementi fisici e mentali che si combinano ad ogni istante per dar vita a tutti i fenomeni dell’universo. I cinque Skandha si combinano l’un l’altro e producono la vita che sperimentiamo. Sono fattori impermanenti e privi di soggettività. (continua a leggere)

 

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 Immagine fonte: wikipedia

lunedì, 14 maggio 2012

se vuoi cambiare ti occorre forza...

e la conoscenza della disciplina che la controlla... 

 

Io amo l'idea di uno yoga semplice ma praticato con attenzione e ascolto: senza contrazioni. L'atmosfera deve restare delicata! Il corpo è il terreno di gioco che permette di apprendere cose nuove di trovare sensazioni di libertà, pace, consapevolezza... In breve, è l'occasione per ciascuno di riscoprire la sua vera natura. Le mie fonti di riflessione La mia pratica dello yoga – è un continuo a perfezionarsi condividendo esperienze con altri insegnanti e al contatto delle persone che partecipano alle mie lezioni.

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  Corso settimanale di Hatha-Yoga in Ascolto e Introduzione alla Meditazione , Poliambulatorio CTR - Via Serlio n.6/d - Bologna - tel.051/4152752 – 051/355513, e-mail: solo per chi non ha mai frequentato, la prima lezione è di prova e gratuita previa prenotazione

Da scaricare:  Depliants Yoga e Meditazione 

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venerdì, 11 maggio 2012

Scheda Tecnica n.26

  Adeguare noi stessi:l’intensità del nostro sforzo...attraverso l'utilizzo dei supporti

081.JPGCosa cercate nello Yoga: centratura, concentrazione, consapevolezza? Flessibilità? Poter fare una bella sudata?

Se cercate: flessibilità, dinamicità o fare una bella sudata, non leggete questa scheda non troverete i consigli adatti a tali motivazioni in quanto non sono la meta dello Yoga in Ascolto(continua a leggere) 

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mercoledì, 09 maggio 2012

Patanjali - Yoga Sutra, Aforisma 3.34

 

Aforisma– 3.34 – Hrdaye chittasamvit

Si ha la consapevolezza del “completo sapere” nell’essenza segreta del cuore della mente.

Patanjali, Yoga Sutra, Terzo Libro Vibhuti Pada 

 La Via della realizzazione

 

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N.B.: Questa interpretazione è personale e NON vuole essere né una traduzione né un commento, in quanto non sono una specialista in sanscrito, si tratta di una tappa lungo il mio cammino di studio e pratica nello Yoga.

venerdì, 04 maggio 2012

Il rapporto con il Maestro ...come dovrebbe essere vissuto...

 Dieci_principali_discepoli_del_Buddha.jpg

E’ possibile una relazione con il Maestro senza gli occhi della fede nel Maetro?

 

Mi rendo conto che per un occidentale parlare di "fede al Maestro" è difficile …ma che lo si accetti o meno,  per la mia esperienza,  non è possibile prescindere da questo aspetto della pratica!...

 

Spetta al Maestro mostrare all'allievo che lo stato dello Yoga e della Meditazione gli appartiene...

 

spetta al Maestro spiegare che può riprodurre questa esperenza nella sua pratica...

 

Il Maestro e gli insegnamenti sono presenti dove vi è “fede”,  e diventa inutile  restare accanto ad un Maestro per tutta la vita senza fede...

 

Quale che sia il luogo in cui ci troviamo se abbiamo "fede nel Maestro" allora esso sarà sempre presente ...esistono livelli di cuori, di riconoscimenti dove il tempo non conta, né la frequenza nel vedersi perchè ciò che è essenziale è presente….

 

 

Articoli correlati: Maestro e discepolo#1, Maestro e discepolo#2, Maestro e discepolo#3, Il ruolo del Maestro, la necessità di un Guru

 

Immaginefonte; Wikipedia

mercoledì, 02 maggio 2012

Patajali - Yoga Sutra, Aforisma 3.25

Aforisma 3.25 – Pravrttyalokanyasat suksmavyavahitaviprakrstajnanam

Orientando questa luce su ciò che è sottile, non visibile ad occhio nudo, fuori dall’abitudine, la radianza “del fatto di apparire” interrompe la separazione dalla conoscenza-profonda.

Patanjali, Yoga Sutra, Terzo libro Vibhuti Pada - La Via della realizzazione

(appunti personali) 

 

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N.B.: Questa interpretazione è personale e NON vuole essere né una traduzione né un commento, in quanto non sono una specialista in sanscrito, si tratta di una tappa lungo il mio cammino di studio e pratica nello Yoga.

 

giovedì, 26 aprile 2012

Le parole del Buddha...

 022.JPG

 

Il Buddhismo è nato in India in un’epoca di grande rinnovamento spirituale. Dopo la morte del Buddha (480 circa a.C) il buddhismo prese a diffondersi in tutta L’India ramificandosi in numerose scuole. Tutte le scuole accettano i Principi enunciati dal Buddha Sakyamuni:

 

  • Le 4 Nobili Verità (Cattari Ariya Saccani)
  • L’Ottuplice Sentiero (Asta Aryamarganga)
  • la suddivisione dei cinque aggregati (Skandha)
  • La produzione Condizionata (Il Pratityasamutpada)

 

L’insegnamento del Buddha è chiamato con il termine Dharma (la legge del Buddha).

Le pratiche essenziali sono:

 

appunti personali

 

 

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Immagine fonte: ls

 

venerdì, 20 aprile 2012

Scheda Tecnica n. 23.1.1

 

L’antica adorazione rituale del sole  il culto Induista del  Surya-Namaskara:   

FASE 1^: la disciplina del movimento

23.1.1 quadro unico.jpg

 Ogni posizione controbilancia la precedente e ognuna di esse prepara e richiama la posizione successiva: il corpo si tende in modi differenti, il torace si apre e si chiude, e questo amplifica il respiro. (continua a leggere) 

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lunedì, 16 aprile 2012

Gerard Blitz... nel centenario della nascita (1912-1990)#1

blitz,yoga,cosapevolezzaQuesto anno ricorre il centenario della nascita del Maestro  Gerard Blitz (1912-1990).Io ho avuto l’opportunità di entrare in contatto con il suo insegnamento tramite i miei Maestri Franco Bertossa e Benfenati Beatrice, suoi allievi diretti che mi hanno trasmesso il respiro dello Yoga di Blitz.  Per l’occasione trascrivo una parte di un piccolo opuscolo, destinato ai suoi insegnanti di Yoga. Si intitola: Yoga. Le regole del gioco, pubblicato in Italia da una sua allieva Carla Sgroi. E’ un articolo molto bello e come sempre Blitz dà ancora la prova di come sia possibile presentare lo Yoga in modo umile e semplice…

Trasmettere è soprattutto un dono… non c’entra nulla con il sapere...

 

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LA PEDAGOGIA DELLO YOGA

Noi abbiamo visto che l’Hatha-Yoga ci trasforma . Ci libera dai nostri problemi, schiarisce i nostri pensieri, ci decondiziona. Modifica il nostro interesse, l’hatha-yoga è sempre un passaggio indispensabile. Esso rende più facile l’accesso a tutto.

Quanto appena detto è vero soprattutto per l’insegnamento stesso dello Yoga, bisogna soprattutto e prima di tutto, passare per la nostra propria trasformazione. Per essere capaci di insegnare, è la qualità di essere dell’insegnante che è essenziale. Non il suo sapere. Il sapere viene dopo. La conoscenza giusta dello yoga nasce dalla trasformazione. Man mano che la conoscenza si sviluppa, si scopre ciò che è. Lo yoga non è una scienza astratta o teorica. Non si tratta di applicare una tecnica, un metodo o un sistema. Lo yoga è una presa di coscienza di ciò che già esiste. Si scoprirà ciò che è a dei livelli sempre più profondi e più sottili.

La via dell’insegnamento dello yoga passa dunque soprattutto e prima di tutto attraverso un lavoro su voi stessi. Voi dovrete in questo, essere aiutati da qualcuno che vi guiderà e con il quale troverete una relazione giusta. Questa via è, lo ripetiamo difficile e cosparsa di ostacoli. Il vostro interesse per lo yoga sarà messo a dura prova. Ci saranno degli alti e dei bassi, Ma anche i momenti difficili, le prove più dure vi aiuteranno. A poco a poco, vi trasformerete. E’ da questa metamorfosi, da questo capovolgimento interiore, che nascerà la vostra crescita, il vostro bisogno di insegnare. Per insegnare lo yoga, non può essere altrimenti, non vi è altra via. Solo la vostra propria trasformazione può fare di voi un insegnante di yoga.

Soprattutto non dovete basarvi unicamente sul sapere. Noi siamo sempre tentati di farlo  perché è la sola via che conosciamo. Noi cerchiamo di accumulare più informazioni possibili. Noi cerchiamo di assicurarci, memorizzare, di conservare queste informazioni, di accumularle. Ma diffidate: la via del sapere da sola non serve. Direi quasi il contrario. Essa può costituire un ostacolo. Siate dunque senza alcuna inquietudine. Se seguite la via della vostra propria esperienza, non avrete alcun problema. Tutte le risposte vi saranno date. Esse verranno a mano a mano che le situazioni  (sempre differenti) si presenteranno durante l’insegnamento. E’ importante non fraintendere l’utilizzo che potete fare della vostra esperienza. Essa servirà unicamente alla vostra evoluzione. Essa non può essere considerata come un criterio valido per gli altri. Non perdete mai di vista questo: ogni persona fa un’esperienza differente. Ogni esperienza è nuova tutti i giorni. […]

Yoga. Le regole del gioco, Gerard Blitz, pag.57-58 Ed.1991

 

Articoli correlati: Lo yoga è un mezzo concreto, Fare propria la condizione Yoga, il ruolo del Maestro, Il maestro Gerard Blitz, l'insegnamento del Buddha e lo Yoga

Alcune delle Scuole di Yoga che seguono ll’insegnamento di Gerard Blitz, quelle che mancano è perché non ne ho notizia: Asia Bologna, Asia ModenaAssociazione Raja Yoga italiaCentro Studi Yoga VersiliaMaria TosiAssociazione Fior d’Aliso

 

  

giovedì, 12 aprile 2012

Scheda tecnica n.25

L’automassaggio dei piedi  per rimettere a posto le idee

e rilassare la mente

piedi,massaggio

 

 

 

Un viaggio verso il benessere che inizia dai piedi e termina con le Asana dello Yoga (continua a leggere)

 

 

 

 

 

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venerdì, 06 aprile 2012

Cosa sappiamo della realtà!? (What the bleep do we know!)

Vi invito a fare questo viaggio tra: filosofia, fisica quantica e spiritualità… il video è intersecato di interviste a scienziati e di sequenze d'animazione per illustrare il legame stretto tra le leggi della fisica e la vita di tutti i giorni. Sono spiegate alcune scoperte scientifiche Il video è suddiviso  in 7 parti 

1/7

 

 Articoli correlati: ecco perchè il libero arbitrio non è libero, I fenomeni appaiono, a proposito di libertà, Hai mai fatto l'esperienza di fermarti del tutto?, il sentire occidentale, coscienza e conoscenza nuovi approcci al problema, coscienza neuroscienze e fisica quantistica

mercoledì, 04 aprile 2012

Sformato con lenticchie...

1.jpgIngredienti

75 gr. lenticchie verdi

200 gr di cipolle

300 gr funghi

50 gr di olive taggiasche

50 gr di olio

100 gr di carote

1 cucchiaino di sale aromatizzato alle erbe

½ cucchiaino di noce moscata in polvere

3 cucchiaino di bacche di ginepro spezzetate

2-4 fette biscottate (o pane secco)

 

Preparazione

Cucinate le lenticchie verdi, le cipolle, i funghi e le carote e una parte di olio, per circa 20/30 in una quantità di acqua non eccessiva

Al termine della cottura mixate le lenticchie, le verdure. l'olio avanzato e gli aromi rimanenti, mixate il tutto, successivamente aggiungete la quantità di fette biscottate necessarie affinchè lo sformato mantenga una certa consistenza né troppo morbida, né troppo densa.

Ponete in forno per circa 20 minuti a 180/200 gradi...

Buon appetito!!!

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venerdì, 30 marzo 2012

Le origini dello Yoga...

 

034.JPGLo Yoga è uno dei sei sistemi fondamentali (Darshana) delle scuole filosofiche del pensiero indiano. I Darshana si suddividono in tre gruppi:

Primo gruppo: i due aspetti hanno come riferimento i Veda (vedi La scienza sacra: i Veda)

Pûrva Mîmâmsâ o Mîmâmsâ antica o Prima: si tratta dell'interpretazione dei testi vedici, si basa soprattutto sui sacrifici e i rituali;

Uttara Mîmâmsâ o Mîmâmsâ Seconda o Vedânta (veda-anta, fine del Veda o cambiamento del Veda): tratta della possibilità di entrare in relazione diretta con il bràhman senza l'utilizzo del sacrificio, modalità ignorata dalla Pûrva Mîmâmsâ (continua a leggere)

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Immagine Fonte  ls

martedì, 27 marzo 2012

Patanjali - Yoga Sutra, Aforismi: 2.20, 2.21

 

Aforisma 2.20 - Drasta drsimatrah suddho’pi pratyayanupasyah

Sebbene colui che percepisce “il fatto di guardare solamente” resti inalterato, a seguito dell’idea di andare e venire, sembra vedere da una direzione mentale.

 

Aforisma 2.21 – Tadartha eva drsyasyatma

L’obiettivo, oggetto d’esperienza è precisamente “questo”: la natura fondamentale

Patanjali, Yoga Sutra, Secondo Libro Sadhana Pada  - La Via della strategia,

 

Articoli correlati: I cinque klesha o afflizioniPatanjali...Raja-Yoga, Sadhana-Pada#2,

N.B.: Questa interpretazione è personale e NON vuole essere né una traduzione né un commento, in quanto non sono una specialista in sanscrito, si tratta di una tappa lungo il mio cammino di studio e pratica nello Yoga.

 

venerdì, 23 marzo 2012

Scheda Tecnica n.24.3

 Mudra per approfondire il Pranayama

Hasta Mudra: Adhi-Mudra  la mudra del “gesto primordiale”  

zona alta dei polmoni

 adhi mudra

  

 

Le Mudra nello Yoga hanno la capacità “di sigillare„ concentrare o incanalare un certo tipo d'energia. 

Adhi Mudra:  il gesto primordiale o originale„ è una Mudra  particolarmente efficace per approfondire il  Pranayama, liberandolo dalle tensioni che lo bloccano (continua a leggere) 

 

 

 

 

Articoli correlati: (vedi Scheda Tecnica 24) , Scheda Tecnica n.24.1,Scheda Tecnica n.24.2, I mezzi idonei...

Immagine Fonte: ls

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giovedì, 15 marzo 2012

Yoga e Primavera#2

018 (2).JPGIn primavera, il tempo è mutevole: il freddo ed il caldo possono alternarsi repentinamente quindi occorre stare attenti e.... buon senso per mantenere l'equilibrio del corpo e della mente!

(continua a leggere)

 

 

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Immagine Fonte: ls

sabato, 10 marzo 2012

Una preghiera per ...

077.JPG

 

Giampaolo...compagno di pratica che ci ha lasciati

Om Ami Dewa Hri

 

 

 

Fara in Sabina - 2010

lungo il percorso per ritrovarsi a meditare

 

 

giovedì, 08 marzo 2012

restate con CHI sta osservando qualsiasi cosa accada...

 

Carducci, Bologna

Se sorgono pensieri: restate con CHI sta pensando quei pensieri

Se sorgono emozioni: restate con CHI sta provando quelle emozioni

Se NON sorgono né pensieri né emozioni: restate con CHI è indifferente a tutto questo

Chi sta osservando tutto questo è collocato da qualche parte: dove?

Osservate attentamente, non lasciate che il vostro centro originario vi resti estraneo!

Ritornate con il pensiero a quella sensazione di unitarietà che in alcuni momenti della vostra vita avete vissuto, ascoltate passando per il cuore, osservate attentamente lo stato della mente e la consapevolezza che si manifesta..

 

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Immagine fonte: ls.,  casa Carducci (Bologna) 

 

mercoledì, 07 marzo 2012

101 Storie Zen: 10. L'ultima poesia di Hoshin

Il maestro di Zen Hoshin visse in Cina per molti anni. Poi tornò nella parte nord-orientale del Giappone, dove si mise a insegnare ai suoi discepoli. Quando era ormai molto vecchio, raccontò agli allievi una storia che aveva sentita in Cina. Ecco la storia.

Il venticinque dicembre di un certo anno Tokufu, che era molto vecchio, disse ai suoi discepoli: «Poiché l'anno prossimo non sarò più vivo, dovreste trattarmi bene quest'anno». Gli allievi pensarono che stesse scherzando, ma dato che era un insegnante di gran cuore, nei restanti giorni di quella fine d'anno tutti loro, a turno, lo invitarono a un gran pranzo. Alla vigilia del nuovo anno, Tokufu concluse: «Siete stati buoni con me. Io vi lascerò domani pomeriggio quando avrà smesso di nevicare». I discepoli risero pensando che la vecchiaia lo facesse sragionare, perché era una serata limpida e senza neve. Ma a mezzanotte cominciò a nevicare, e l'indomani nessuno riusciva a trovare il maestro. Andarono tutti nella sala di meditazione. Il maestro era spirato là. Hoshin, che aveva raccontato questa storia, disse ai discepoli: «Non è necessario che un maestro di Zen preannunci la propria morte, ma se veramente lo desidera, può farlo». «Tu puoi farlo?» domandò qualcuno. «Sì» rispose Hoshin. «Tra sette giorni vi mostrerò quello che posso fare». Nessuno dei discepoli gli credette, e quando Hoshin tornò a riunirli, la maggior parte di loro aveva persino dimenticato quel discorso. «Sette giorni fa» cominciò il maestro «ho detto che stavo per lasciarvi. È d'uso scrivere una poesia di commiato, ma io non sono né poeta né calligrafo. Che uno di voi scriva le mie ultime parole». I discepoli pensarono che scherzasse, ma uno di loro si preparò a scrivere.

«Sei pronto?» domandò Hoshin. «Sì, signore» rispose il giovane.

Allora Hoshin dettò:

Io venni dallo splendore
E torno allo splendore.
Cos'è questo?

La poesia mancava di un verso rispetto ai quattro tradizionali, e il discepolo disse: «Maestro, ci manca un verso». Col ruggito di un leone vittorioso, Hoshin gridò: «Kaa!» ed era morto.

Tratto da: 101 Storie Zen

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venerdì, 02 marzo 2012

Le dieci icone del Bue

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L'incanto  poetico della Via verso il risveglio in un antico testo Ch'an Zen

Introduzione, traduzione e commento di Migi autore

 (clicca qui per scaricare il testo in formato pdf)

 

 

 

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domenica, 26 febbraio 2012

siamo così condizionati dall’idea...

094.JPG[…] siamo così condizionati dall’idea che i beni creino appagamento, che nella vita ordinaria non abbiamo molte occasioni di sperimentare la tranquillità del vivere senza ingombri.

Questo può spiegare l’interesse crescente non solo per i ritiri di meditazione di un tipo o dell’altro, ma anche per le attività nella natura.

In quei momenti scegliamo coscientemente e volontariamente di vivere con semplicità, per mettere in rilievo una verità fondamentale e trasformatrice; vale a dire, che la felicità non dipende dalla quantità di cose possedute, a dispetto di tutte le pubblicità. […]

Joseph Goldstein

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Immagine fonte: ls

giovedì, 23 febbraio 2012

lo yoga e il sanscrito...#2

Immagine6.jpg

 

i numeri da 6 a 10

 

il significato dei numeri in sanscrito utilizzati nello Yoga  (continua a leggere) 

 

 

 

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giovedì, 16 febbraio 2012

Scheda Tecnica n.24.2

 

Mudra per approfondire il Pranayama -

 Hasta Mudra - Chin Maya Mudra -  zona mediana dei polmoni

 

 

chin maya 1.jpg

Le Mudra nello Yoga hanno la capacità “di sigillare„ concentrare o incanalare un certo tipo d'energia. (vedi Scheda Tecnica 24) Chinmaya Mudra  è la Mudra del “ gesto della coscienza manifesta”, si tratta di una Mudra particolarmente efficace per approfondire il Pranayama, liberandolo dalle tensioni che lo bloccano (continua a leggere) 

Articoli correlati:

(vedi Scheda Tecnica 24)

Scheda Tecnica n.24.1

15:54 Scritto da: loresansav1 in SCHEDE TECNICHE | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: chin maya mudra | OKNOtizie |  Facebook

venerdì, 10 febbraio 2012

Introduzione all'Astrologia tibetana...

 

thanka astrologica di protezione.jpg

 

 

 ...  spiega la relazione tra i pianeti esterni e quelli interni all’uomo, i chakra e i canali energetici sottili, inoltre fa capire gli effetti dell’interdipendenza degli uni con gli altri. (continua a leggere)

 

 

 

 

 

Thanka astrologica di protezione

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martedì, 07 febbraio 2012

Patanjali - Yoga Sutra, Aforisma 1.36

 Aforisma 1.36: Visoka va jyotismati

Nel dolore molto profondo, l’alternativa è “il chiarore del lampo”: questa è la dissociazione dalla sofferenza

 Patanjali, Yoga Sutra, Primo libro Samadhi Pada  - La Via del Samadhi

 

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N.B.: Questa interpretazione è personale e NON vuole essere né una traduzione né un commento, in quanto non sono una specialista in sanscrito, si tratta di una tappa lungo il mio cammino di studio e pratica nello Yoga.

 

giovedì, 02 febbraio 2012

Possiamo praticare lo yoga per...

aggiungere nella nostra mente nuovi concetti, diverremo qualcuno che conosce moltissime cose sullo yoga, ma in realtà saremo diventati rigidi mentalmente

oppure

utilizzare lo yoga per sciogliere i punti di rigidità fisici e psicologici in modo da poter essere toccati dal flusso dei precisi principi energetici che l’aspetto  delle Asana racchiudono in modo da diventare  aperti e flessibili mentalmente...

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venerdì, 27 gennaio 2012

lo yoga e il sanscrito...#1

i numeri da 1 a 5 nelle Asana

 

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Secondo le scuole, gli insegnanti utilizzano i nomi in sanscrito per indicare le asana questa tabella ha lo scopo di cercare di facilitarne la comprensione (continua a leggere)

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giovedì, 19 gennaio 2012

Asthanga Yoga - Breve introduzione

Shadana Pada - Il libro della Strategia

L'Asthanga-Yoga non fu concepito e scritto per essere dibattuto intellettualmente, bensì per spiegare e mostrare le tecniche per migliorare la consapevolezza, esplorare le potenzialità della propria mente fino ad arrivare a trascenderla. E' un sistema pratico. (continua a leggere)

 

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N.B.: Questa interpretazione è personale e NON vuole essere né una traduzione né un commento, in quanto non sono una specialista in sanscrito, si tratta di una tappa lungo il mio cammino di studio e pratica nello Yoga.

venerdì, 13 gennaio 2012

Scheda Tecnica n.24.1

Mudra per approfondire il Pranayama - Hasta Mudra

 Chin mudra -  Mudra della consapevolezza  

 zona bassa dei polmoni 

cin mudra 1.jpg

 

Le Mudra nello Yoga hanno la capacità “di sigillare„ concentrare o incanalare un certo tipo d'energia. (vedi Scheda Tecnica 24) la Mudra di questa foto è particolarmente efficace per approfondire il Pranayama, liberandolo dalle tensioni che lo bloccano (continua a leggere)

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07:46 Scritto da: loresansav1 in SCHEDE TECNICHE | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: chin mudra | OKNOtizie |  Facebook

martedì, 10 gennaio 2012

Essere vegetariani ...

perchè fare questa scelta?

La scelta a favore di una dieta vegetariana è indice di maggiore sensibilità, favorisce il benessere del corpo, dello spirito ed è una scelta-etica.

Tenere in considerazione le circostanze di ognuno, mantenere elasticità e adattabilità mentale, questi sono i Principi che si dovrebbero accompagnare questi percorso. A volte però accade che diventi il pretesto per sentirsi migliori e giudicare gli altri, questo non solo porta al dualismo: male/bene, giusto/sbagliato, ma non permette di cogliere gli aspetti più profondi di questa scelta...

Sono buddhista e la dieta vegetariana nel Buddhismo e nell'Induismo è incoraggiata ma non è obbligatoria, io lo sono stata per molti anni e quando sentii in me riemergere il desiderio di consumare carne mi sentivo incoerente con le scelte fatte, ero in questo stato d'animo quando mi capitò di leggere questo sutra:

[...] Quegli esseri che quaggiù non sanno raffrenarsi nei piaceri dei sensi; bramosi di cose saporite, attaccati a ciò che è impuro, scettici, ingiusti, difficili da seguire; questo è essere impuri e non certo mangiar carne!  Coloro che son rozzi, aspri e risentiti; traditori, privi di compassione ed arroganti; coloro che, essendo illiberali, nulla danno agli altri; questo è essere impuri, non certo mangiar carne! [...]

 Buddha, Suttanipata (II), pag.95, Le letterature dell’India , Ed., Utet  

Allora perchè mi sentivo in conflitto? Emerse con forza il  vero problema: la mia rigidità mentale e questo non aveva nulla ha che fare con la scelta vegetariana...A tutt'oggi ho ripreso occasionalmente a consumare carne... cercando di avere un profondo rispetto e attenzione al cibo e consapevolezza sul sacrificio in esso contenuto...

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La notte che Mipam trascorse nella capanna dell'eremita doveva rimanere per molto tempo impressa nei ricordi del fanciullo. Sulle assi tagliate rozzamente che costituivano il povero altare non vi era alcuna statua e il muro al quale era appoggiato non era adornato da alcuna immagine.
Il gomchen sedeva con le gambe incrociate, i piedi sopra le cosce e le pale rivolte verso l'alto, teneva la testa e il busto diritti e rigidi e in questa posizione meditava, immobile e silenzioso. Attraverso le numerose fessure della capanna entrava l'aria umida e profumata della foresta. Un coro languido e appassionato usciva dall'oscurità.
Parlava del dolore di esseri che venivano sacrificati in nome di altrui necessità, delle foglie bruciate, degli insetti mangiati e del dolore di coloro che se ne cibano; di esseri che spalancano impauriti gli occhi e tendono timorosi le orecchie con il cuore tremante di paura poiché sanno che a loro volta devono temere esseri più forti di essi che li cercano per cibarsene.
Altre voci laceravano il silenzio della foresta parlando dell'orrore di alcuni esseri per le proprie azioni che li portavano a causa della fame a strappare piante indifese e impotenti o sentivano pulsare sotto i loro denti la creatura che stavano sbranando.
Le voci stridenti o possenti della foresta urlavano di terrore e disperazione, e quello che queste voci non esprimevano, quello che questi tristi e sconosciuti cantori non erano stati capaci di comprendere nel loro oscuro pensiero era una sete di bontà, di amore e di amicizia che non trovavano intorno a sé e nemmeno in se stessi.Il Gomchen rimaneva immobile nella sua meditazione. La piccola lampada dell'altare si era spenta da molto tempo: rimaneva un unico bastoncino d'incenso che fisso nella sua custodia mandava ancora una punta di luce rossastra. Il piccolo puntino di fuoco che emanava un leggero chiarore nelle tenebre della capanna mandò all'improvviso due bagliori più intensi e si spense lasciando dietro di sé la più totale oscurità. Mipam si mise a piangere in silenzio".


Tratto da: Veganhome

 

 

venerdì, 06 gennaio 2012

Ecco perchè il libero arbitrio non è libero...

di Edoardo Boncinelli

Sta per essere lanciato negli Stati Uniti un grande progetto interdisciplinare quadriennale, con uno stanziamento di quattro milioni di dollari, per far luce sulle questioni fondamentali a proposito del cosiddetto libero arbitrio (continua a leggere)

 

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lunedì, 02 gennaio 2012

il cammino dello Yoga...

mayurasana.gifLo Yoga è una disciplina che mira all'unione con il Mistero che abita tutti gli uomini e secondo le scuole che si frequentano se ne avranno diverse caratterizzazioni.

Il cammino dello Yoga inizia con l'armonizzare corpo/mente attraverso le posture dell'Hatha-Yoga, in questo modo si avrà subito un primo beneficio: una maggiore flessibilità fisico/mentale, questo però deve essere fatto nella prospettiva dello scopo primario dello Yoga

lasciare andare

togliere potere all'ego per dimorare nel Mistero-che-noi-siamo,

se viene trascurato l'aspetto spirituale allora si avrà solo il beneficio di una maggiore-flessibilità, il che vorrà dire che invece di fare Yoga si sperimenteranno solo una serie di dolori articolari ...

 

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Immagine tratta da: acuarius

 

 

sabato, 31 dicembre 2011

un piccolo regalo...

Immagine2.jpg

Auguri a tutti!

(cliccare sull'immagine)

 

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giovedì, 29 dicembre 2011

Patanjali - Yoga Sutra, Aforismi 1.1, 1.2, 1.3

 

1.1 - Atha-yoga-anushasanam

Ora occorre riflettere sul serio impegno che comporta la trasmissione dello Yoga 

1.2 - yogah-citta-vritti-nirodhah

Lo yoga è lo zittirsi delle attività mentali, attraverso il quale 

1.3- tada drashutuh svarupe avasthanam

di conseguenza si dimora nella propria-natura

  

Patanjali Yoga Sutra, Primo Libro, Samadhi Pada

 La Via del  Samadhi

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N.B.: Questa interpretazione è personale e NON vuole essere né una traduzione né un commento, in quanto non sono una specialista in sanscrito, si tratta di una tappa lungo il mio cammino di studio e pratica nello Yoga.

 

venerdì, 23 dicembre 2011

La ricerca della Luce...

Osservare un tramonto pensando che sia solo fenomeno atmosferico

Osservare un'opera d'arte solo come colori sistemati in varie forme

Pensare alla ricerca del bene, del buono, del bello, della verità

 solo come espressione di una ideologia

Pensare alle emozioni come distrazioni che disturbano la razionalità

significa vivere solo una parte di sè stessi...

 

sempre dal mio punto di vista...

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venerdì, 16 dicembre 2011

Il Maestro Śrī Tirumalai Krishnamacharya

scansione0001.jpgŚrī Tirumalai Krishnamacharya (1888-1989) nasce a nel Karnataka, India del Sud, da una famiglia di grandi insegnanti di Yoga della tradizione risalente allo Yogi Nathamuni, di corrente Vaishnava, vissuto nel decimo secolo dopo Cristo. Śrī Tirumalai Krishnamacharya era una delle figure più rispettate dell'India sulla tradizione e gli insegnamenti dello Yoga,della pratica Vedica e dell'Ayurveda. Cominciò ad apprendere lo Yoga all'età di sei anni da suo padre. Il suo desiderio per la conoscenza delle radici delle tradizioni Vediche e dell'Ayurveda, lo portò a viaggiare ampiamente attraverso l'india e non solo. Per studiare lo Yoga si recò dal Maestro Mohana Brahmacari residente in Tibet e fu suo allievo per sette anni. A Krishnamacharya furono offerte posizioni istituzionali prestigiose che rifiutò sempre per mantenere la promessa di trasmettere lo Yoga, che aveva fatto al suo Maestro in Tibet. Il suo Yoga ha dato risalto al fatto che la pratica dello Yoga deve adattarsi all'individuo e non l'individuo allo Yoga. Krishnamacharya era conosciuto come un maestro estremamente severo. Pochi studenti potevano resistere e corrispondere alle sue richieste.

Il Vinyasa Krama

Si tratta di una serie di posizioni ordinate in una sequenza logica ed eseguite una dopo l’altra fino ad arrivare di nuovo alla posizione di partenza, per Krishnamacharya la pratica era suddivisa in tre aspetti:

  1. Sakti krama (sakti inteso come il potere della forza) sviluppare la forza fisica, la forza di concentrazione, il potere di eseguire posizioni difficili

  2. Adhyatmika krama, significava andare oltre la materialità per entrare in relazione con il Divino

  3. Chikitsa krama, yoga terapia, che comprendeva la modifica delle posizioni e gli esercizi di pranayama al fine di ridurre un certo problema fisico.

l’uso del respiro durante la pratica dell’asana richiede da parte dell’allievo l’attenzione in ciò che sta facendo nel tentativo di coordinare il respiro al movimento del corpo. Ogni movimento è basato su ciò che il corpo normalmente fa durante ogni inspirazione ed ogni espirazione. Così facendo la pratica delle asana comprende l’unione del corpo, del respiro e della mente. Secondo Krishnamacharya, non si può sfuggire allo scopo ultimo dello Yoga inteso come unione, e il respiro in questo contesto diventa di importanza fondamentale. Il come la pratica potesse apparire era ritenuta da lui assolutamente irrilevante. Ciò che contava era: come l’individuo si sente durante la pratica.

 Abbandonati allo Yoga, perché

Dov’è il conflitto quando la Verità è conosciuta

Dov’è la malattia quando la mente è chiara.

Dove’è la morte quando il respiro è controllato?

 

Tratto da L’essenza dell’insegnamento dello Yoga, Krishnamacharya,

 Sloka 6, Ed. Yoga Mandiram, 1996

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Gerard Blitz ha detto di lui:

Krishnamacharya è scomparso il 28 febbraio 1989, nel suo centounesimo anno. Da allora, la qualità e il genio del suo insegnamento mi sono divenuti sempre più chiari. Se dovessi ridurli all’essenza, potrei ricordare:

  • il carattere altamente spirituale del suo insegnamento. La pratica dell’Hatha Yoga era per lui un mezzo per mantenere la salute ma soprattutto un mezzo per prepararsi a ricevere il divino;

  • la semplificazione estrema della pratica dello yoga per ottenere il massimo degli effetti. Ha sempre collocato la via dello yoga a livello dei propri allievi, e l’ha resa accessibile alla maggioranza delle persone;

  • l’estremo rigore di cui ha dato prova, innanzitutto verso se stesso. È stato un esempio per tutta la sua vita.»

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 Alcuni dei suoi allievi più influenti: B.KS. Iyengar , Gerard Blitz , K. Pattabhi Jois, Indra Devi (prima donna ad essere accettata come allieva). T.K.V. Desikachar

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mercoledì, 14 dicembre 2011

Jihwa Shodhana Dhauti: pulire la lingua fino alla radice

nettalingua.jpgI Shat-Karma o Shat-Kriya, (shat= 6, karma= processo, azione) sono le 6 pratiche che si riferiscono alle tecniche di pulizia interne del corpo nell’Hatha-Yoga, sono denominate anche le sei-azioni. Vengono descritte nel testo dell'Hatha-Yoga Pradipika e nel trattato della Gheranda Samhita: 

 Secondo la Gheranda Samhita i sei kriya sono: 1. Dhauti (vari sistemi di lavaggio interno), 2. Basti (pulizia dell'ano, 3. Neti (lavaggio del naso), 4. Laukiki (contrazione e rotazione dei retti addominali, 5. Trataka (fissità dello sguardo),6. Kapalabhati (esalazione veloce del respiro)

[...] Ora ti spiegherò la tecnica del Jihwa Shodhana, che

elimina le malattie ed allontana la morte [...]

tratto da: Gheranda Samhita, cap.1 I Shat-Karma, verso 29, Ed. Mediterranee

 La sezione Dhauti: La pulizia della lingua (Jihwa Shodhana Dhauti) è inserito nella sezione Dhauti: Danta-Dhauti. Questa sezione è suddivisa in quattro aspetti ed è una parte importante del Shat-Kriya :

 1.Antar-Dhauti (Lavaggio interno) 

  • Vatsara-Dhauti (pulizia con l'aiuto dell'aria)
  • Varisara-Dhauti (pulire lo stomaco e l'intestino)
  • Vahnisara-Dhauti (pulire attraverso il calore) 

 2.Danta-Dhauti (lavaggio dei denti e della bocca) 

  • Danta Mula (lavaggio dei denti e delle gengive)
  • Jihwa Shodhana (pulizia della lingua)
  • Karna-Dhauti (pulizia delle orecchie)
  • Kapala Randhra Dhauti (pulizia della testa)  

 3.Hrid-Dhauti (lavaggio del canale alimentare) 

  • Vastra-Dhauti (pulire il canale alimentare tramite una striscia di tela)
  • Danda-Dhauti (pulire il canale alimentare con una canna)
  • Vamana-Dhauti (lavaggio dello stomaco) 

 4.Mulashodhanam-Dhauti (lavaggio dell'ano)

  • Mula Shodhana-Dhauti (pulizia della regione del corpo che include l'ano e il retto)

 

[...] Questi sei atti che sono il mezzo di purificazione del corpo debbono essere tenuti segreti; essi, dotati di qualità straordinarie, sono venerati dai migliori tra gli yogin[...]

tratto da: Hatha-Yoga Pradipika, Seconda lezione, sloka 23. Ed. Promolibri

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 La pulizia della lingua -  Jihwa Shodhana

Jihwa= lingua, shodhana= pulizia.

Si tratta della pratica quotidiana della pulizia della lingua dalle tossine accumulate durante il sonno. E’ importante pulire la lingua tutte le mattine perché in questo modo eliminiamo le tossine che sono la causa prima dello squilibrio dei dosha e in questo modo attiviamo il fuoco digestivo. La pulizia deve avvenire al mattino prima di mangiare qualcosa.

 Come procedere:

  • Tirare la lingua il più possibile,
  • eseguite la pulizia della lingua con un cucchiaio, lo spazzolino o utilizzate l’apposito raschietto (netta lingua) oppure un cucchiaio, dall’interno verso l' esterno, fate una pressione leggera ma decisa in modo da raccogliere bene lo strato biancastro che ricopre la lingua
  • risciacquate la bocca con acqua tiepida e il raschietto dopo ogni passaggio
  • ripetete due o tre volte


Controindicazioni: non procedere in presenza di ferite alla lingua

 La salute è la base principale per lo sviluppo etico, economico,
artistico e spirituale dell’essere-umano.
Caraka, I sec.

 

domenica, 11 dicembre 2011

Yoga e inverno#1

017.JPGL'uomo fa parte della natura e per vivere in salute, deve rimanere in relazione con la sua energia interiore ed i ritmi della natura. La resistenza fisica diminuisce durante il cambio di stagione per questo è importante iniziare ad abituare gradualmente il corpo alle regole della nuova stagione, lasciando quelle della stagione precedente almeno due settimane prima dell’inizio del nuovo periodo.

Secondo l’Ayurveda (vedi: Yoga e Ayurveda) le qualità dell’inverno sono: freddo, umido e grigio e queste sono anche le caratteristiche del Dosha Kapha (vedi: I dosha: come riconoscerli?) quindi Kapha è il Dosha principale da controllare e ridurre durante la stagione invernale… (continua a leggere) 

 

 

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giovedì, 08 dicembre 2011

Scheda Tecnica n.22.3

 Yoga e Ayurveda - la persona di costituzione Kapha

 

KAPHA.jpg

 

 

Per praticare le asana e la meditazione, la persona con un temperamento in cui predomina il Dosha Kapha (vedi I Dosha) dominante dovrà lavorare sul neutralizzare la tendenza Kapha al ristagno e alla letargia mentale(continua a leggere)

 

 

 

 

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Scheda Tecnica n. 22.2 - Yoga e Ayurveda - la persona di costituzione Pitta

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