La semplicità naturale delle āsana: stare con sè

 Monastero Santo Sfefano Bologna

Se non si alterano le āsana   in nessun modo ma se ne esplora la gestualità sconosciuta in rapporto agli effetti sulla nostra mente e con una visione del mondo orientale non addolcita dalla visione che il mondo occidentale ha dello cultura dello Yoga, allora il praticante viene trascinato adeguatamente all’ascolto, chiave di accesso per andare al cuore dello Yoga: la consapevolezza!

Dall’attenzione sui pensieri all’introversione verso l’interno, questo spostamento dell’attenzione dirige la mente alla concentrazione-profonda e questo è ciò che costituisce il lavoro del praticante. E’ dalla concentrazione-profonda, che è possibile cercare di sentire profondamente:

Che cosa significa IO per me?

Cosa si prova ad essere IO?

Cos’è questo IO per me?

 

In quella che per tutti gli esseri è la notte,

là l’uomo, padrone di sé stesso ,è desto.

Dove tutti gli esseri sono desti, quella è la notte del sapiente che vede.

Tratto da: Bhagavad-Gita, sloka 2.69,

commento di Sri Sankaracaya,

ed. Luni, 1997

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Fonte Immagine: ls, Monastero di Santo Sfefano Bologna

La semplicità naturale delle āsana: stare con sèultima modifica: 2011-12-02T13:37:00+01:00da loresansav1
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